About Me
Utente: 88tasti
socializzo meglio con gli animali a quattro zampe ma ultimamente mi sto impegnando anche con quelli a due: datemi tempo, non é così facile...nel frattempo lasciatemi suonare i miei pensieri...
88 Tasti

"Ora tu pensa:
un pianoforte.
I tasti iniziano.
I tasti finiscono.
Tu sai che sono 88,
su questo nessuno
può fregarti.
Non sono infiniti, loro.
Tu sei infinito,
e dentro quei tasti
è infinita la musica
che puoi fare.
Loro sono 88.
Tu sei infinito.
Questo a me piace.
Questo lo si può vivere."

Oggi
Spartiti
E l' uomo incontrò il cane (Lorenz)
Concerto per piano e Orchestra n. 3 Op. 30 (Rachmaninov)
Non ti muovere (Mazzantini)
Insieme, e basta (Gavalda)
Le quattro stagioni (Vivaldi)
La bottega del pianoforte (Carhart)
La boutique del mistero (Buzzati)
Il codice dell' anima (Hillman)
I monologhi della vagina (Ensler)
Novecento (Baricco)
The Legend of the Pianist on the Ocean (Morricone)
Rhapsody in Blue (Gershwin)
C'é qualcosa che sbava sotto il letto (Calvin and Hobbes)
Foto Recenti

Musica
Visite
tasti suonati *loading* volte
Profilo
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
Credits
Hosting : Splinder
Template e Immagini: ADC
Collaborazione Grafica: Kloe
Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Le immagini contenute sono prese dal web. Per qualsiasi problema fatemi sapere e verranno tolte. Grazie.

voglio scendere


Appello per la Giustizia - Per De Magistris


Iscriviti al Vaffanculo Day





AIUTACI A 
FERMARE IL 
MASSACRO!


ORA LO SAI


NO ALLA CACCIA


NON ABBANDONARLO


IO LI AMO

venerdì, 31 marzo 2006

Sono a casa. Bloccata dall' ennesimo attacco di cervicale, così mi sono presa la mattinata. Non sono abituata a stare a casa, mi sembra di perdere tempo con tutto quello che ho da fare fuori da qui.....ad essere sincera ne avrei da fare anche qui dentro ma faccio fatica a muovermi e quindi rimando a domani le faccende casalinghe. Sempre sulla scia delle mie domande di ieri mi sono mossa tra i blogghi. Ho parlato con catepol su quanto a volte diamo per scontato le cose che sono costantemente sotto i nostri occhi, sino quasi a non vederle più. Subito dopo mi sono imbattuta in questa foto

e relativo bloggo sui cani nel quale ovviamente mi sono persa data la mia predisposizione all' argomento. Quando ho visto la foto in questione ho subito pensato "cazzarola quanto si somigliano!" Io pensavo che una persona prendesse un cane simile al proprio carattere oltre che alle proprie esigenze....ma magari inconsciamente e quindi senza rendersene conto si sceglie un cane anche per alcune caratteristiche fisiche riconducibili in qualche modo al proprio corpo.

Di scatto mi sono girata e ho guardato la mia ciàciotta......urca, ce l' ho da un anno e mi rendo conto solo ora di quanto ci assomigliamo: i miei colori dei capelli sono uguali ai colori del suo pelo, i miei capelli sono vaporosi e ondulati come il suo pelo, il suo corpo poi...tosto e ossuto come il mio..... e il culoneeee: uguale tranne che per la coda! e il capoccione grosso....per non parlare della sua (nostra) testardaggine, pigrizia, lo sguardo che esprime qualsiasi pensiero e desiderio. Ora basta, mi sa che sto esagerando, colpa della cervicale! Vado a sdraiarmi.

strimpellato da 88tasti | alle ore 11:26

commenti (3)

brano suonato in: varieandeventuali
giovedì, 30 marzo 2006

Le mie giornate passano alla velocità della luce e mi ritrovo ad andare a dormire con la sensazione che la mia giornata sia durata molto meno della realtà indicata dalle lancette. Penso di essere fortunata se penso alle persone che recitano costantemente il "non mi passa più". Ovvio che capita anche a me di lavorare su progetti noiosi che rallentano anche il mio tempo psicologico, ma la maggior parte delle volte come si sul dire, il tempo mi vola.

Ebbene, la sera l' idea di accendere un computer e di collegarmi ad internet non mi sfiora minimamente, per voglia, per stanchezza e per priorità. Invece di giorno, fine settimana esclusi, tra una pausa caffé e l' altra, mi capita di gironzolare nella rete e di leggere altri blog. Non é molto che vivo questa "realtà virtuale" e sinceramente mi pare di spiare dal buco della serratura nelle case altrui. Non é bello. Non é gradevole la sensazione da "grande fratello", ma poi mi dico che proprio come quelli del reality, anche gli utenti blogghi hanno deciso di loro spontanea volontà di farsi vedere, di farsi leggere e allora perché mi devo fare le pippe su una privacy che in questo caso non esiste? E allora ribalto la frittata e cambio angolazione. Qual'é la mia sensazione sapendo che ciò che scrivo potrebbe essere letto da degli sconosciuti? Nessun fastidio, nessun problema.......mi limita e basta. E allora perché cacchio mi sono fatta un blog? Effettivamente mi piace di più leggere gli altri quando riesco a superare la mia legge sulla privacy come del resto nella vita reale preferisco ascoltare gli altri. E come nel reale anche nel virtuale non é facile incontrare persone che ti stimolino una risposta: vuoi perché ciò che scrivono é talmente personale che non mi viene da rispondere, per non rovinare quell' atmosfera intima, vuoi perché quell' utente "a pelle", non mi attrae, comunque su una media di cento blog su quattro ho scritto e ci scrivo volentieri. Chissà, magari é proprio come nella vita di tutti i giorni, proprio come in tutta la mia vita, dove ho incontrato pochissime persone da feeling immediato (e duraturo), persone con le quali ci si sente sintonizzati e in onda o persone con le quali la complicità è arrivata con il tempo. Forse anche qui é così pur non guardandosi negli occhi. Chissà se altri utenti blogghi hanno avuto la mia stessa sensazione entrando qui o in altre case virtuali......

Perché una persona sente l' esigenza di farsi un blog? Quando ero ragazzina esisteva il diario privato e personale fatto di confidenze, pensieri, esperienze, disegnini, slogan, cartoline e fotografie dei cantanti preferiti. Lo si chiudeva con un lucchettino pensando che senza la chiavina nessuno potesse aprirlo mentre invece bastava una limetta per unghie. E ora che siamo adulti cosa é cambiato? Solo il sistema? Il mezzo? Sarà come dicono tanti psicologi che chi scrive su un blog oltre a soffrire di un forte narcisismo ha dei seri problemi di comunicazione sia con se stesso che con il mondo? Siamo davvero tutti psicopatici? Abbiamo davvero tutti quanti paura di esporci e/o una vita privata e sociale che non ci gratifica? Quindi siamo tutti dei frustrati ossessivi? Minchia che goduria! Ma non é così e ne sono certa e allora cos'é?

Fatto sta che mi sono fatta un blog, senza aspettative. Il perché mi é ancora sconosciuto e sinceramente non é così importante scoprirlo, per ora mi basta giustificarmi con l' istinto e la curiosità proprio come da manuale del perfetto leone! E nessun parente, conoscente, amico sa di questa mia vita virtuale per paura che venga qui con la limetta delle unghie. E se qualcuno mi domandasse se ho un blog gli risponderei "io? ma che scherzi?" ..........(continua)

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:58

commenti (2)

brano suonato in: riflessioni sottovoce
mercoledì, 29 marzo 2006

1 e 2 aprile la LAV scende in piazza con una forte campagna di sensibilizzazione sul fenomeno del randagismo per far conoscere all’opinione pubblica le condizioni di vita dei cani detenuti nei canili, denunciare l’esistenza di strutture “lager” nel nostro paese e il business milionario innestatosi su di essi.

Molti comuni sono incapaci di gestire il randagismo e appaltano a privati la gestione del canile, pagando una diaria che varia dai 2 ai 7 euro giornalieri per cane, un giro di denaro che si aggira intorno ai 500 milioni di euro all’anno. Un canile con 1000 cani può arrivare ad aggiudicarsi un appalto di 2,5 milioni di euro. Persone senza scrupoli, attirate dalla possibilità di accumulare molto denaro con pochi rischi, hanno costruito sulla gestione dei canili un business. Lasciati operare da istituzioni compiacenti, lucrano sulle sovvenzioni pubbliche raccogliendo centinaia di cani e relegandoli in strutture inadatte dove vivono in spazi angusti e sovraffollati, denutriti e in condizioni sanitarie inadeguate. I controlli sono carenti, i maltrattamenti all’ordine del giorno, le malattie dilagano, la mortalità supera anche il 50%. Puoi vederlo con i tuoi occhi su
www.nolager.com

Dobbiamo cambiare le cose.

Per questo chiediamo con forza nuove leggi per contrastare il randagismo ed incentivare le adozioni, per fissare dei vincoli precisi sulle strutture adibite a canili, affinché gli animali che non hanno una famiglia, possano avere la speranza di essere affidati e, finché sono ospiti dei canili, condurre una vita sana e non subire maltrattamenti.


L’1 e il 2 aprile ti aspettiamo in
piazza, ai nostri tavoli potrai firmare le due petizioni (una rivolta al Governo, l’altra alle Regioni), se vuoi potrai sostenerci ancora di più scegliendo il tradizionale uovo di cioccolato della LAV, realizzato con cioccolata e sorpresa provenienti del mercato equo e solidale, per una festa all’insegna del rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi.

Il tuo aiuto è indispensabile per dare forza a questa campagna, l’1 e il 2 Aprile fai sentire la tua voce contro i canili lager. Non mancare.

 

in aiuto e sostegno messaggio prelevato da www.infolav.org

strimpellato da 88tasti | alle ore 15:59

commenti (1)

brano suonato in:
lunedì, 27 marzo 2006

Stanislavskij diceva che per le percezione delle prime impressioni, sono necessarie per l' attore una disposizione d' animo favorevole, una sensibilità appropriata e anche una concentrazione, senza le quali é impossibile attuare un processo artistico e impostare la fase della conoscenza del personaggio da interpretare. Quindi zero pregiudizio perché pericoloso e soprattutto perché blocca l' immaginazione e la creatività e l' entusiasmo.

E quindi, per "preparare" un personaggio serve, oltre allo studio dell' opera, la ricerca di materiale spirituale, la ricerca di materiale che si trova nell' attore stesso, la preparazione della propria anima, la ricerca di sollecitazioni creative e della libertà individuale, etc.

Ok, iniziamo. Per creare il mio personaggio lo devo prima creare dentro di me. Spremo il mio cervellino, chiedo aiuto a tutta la mia creatività, al mio istinto, mi concentro .......macché, blocco totale. Niente di niente. Come direbbe il tizio di Zelig "non é chiaro: é oscuro!". Forse perché alle prime armi, perché non sono una professionista e non mi interessa diventarlo, ma soprattutto perché questo personaggio (che aimé, l' insegnante nonché regista mi ha proposto, anzi imposto) é lontano anni luce dal mio essere e dal mio pensare....ma come cazzarola si fa ad immedesimarsi in una suora???????

Ok, ricominciamo. Largo alla fantasia inizio dall' inizio tralasciando la classica "chiamata", la fede e i soliti blablabla stereotipati perché ho bisogno di qualcosa di diverso altrimenti (conoscendomi) non ne vengo fuori e inizio quindi a pensare perché una donna diventa suora .............già, perché?

 

 

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:07

commenti (2)

brano suonato in:
venerdì, 24 marzo 2006

Sono più le cose che spaventano, che quelle che ci fanno veramente male.

- Seneca -

strimpellato da 88tasti | alle ore 15:43

commenti

brano suonato in: aforismiepensieri
giovedì, 23 marzo 2006

MILANO - Niente più passaggi pubblicitari per Rocco Siffredi. «Lo spot 'Patatine Amica Chips', andato in onda nei mesi scorsi sulle reti Mediaset, viola gli articoli 9 (violenza, volgarità, indecenza) 10 (convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria e pertanto il Giurì ne dispone la cessazione». A darne comunicazione direttamente al Moige, il Movimento Italiano Genitori, che dopo aver ricevuto centinaia di segnalazioni di genitori aveva formalmente protestato per la volgarità dello spot con protagonista il pornodivo è stato lo Iap Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.  (dal Corriere della Sera).

In effetti per alcuni genitori deve essere più semplice e intelligente spiegare ai loro figli l' ambiguità della pubblicità Campari Red Passion.........evviva l' Italia!

strimpellato da 88tasti | alle ore 18:00

commenti (2)

brano suonato in: evvia l italia
giovedì, 23 marzo 2006

la secca: "ciao fuori di testa, come va?"

io: "potrebbe andare meglio e tu?"

la secca: "io fluttuo"

io:"notizie del seminario?"

la secca: "dai andiamo in vacanza e apriamo un baretto"

io:"pronto, mi senti?"

la secca:"per il seminario della sisy siamo a posto così"

io:"sei presa o incazzosa?"

la secca:"mercoledi prossimo avrò un' altra serata ma siccome cambio testo, pur con la stessa tipologia, forse faccio sciopero"

io:"ah, ho capito......e allora posso sapere cosa ti ha fatto incazzosare?"

la secca:"il cosmo che ruota"

io:"vado a dormire, buonanotte"

la secca:"buonanotte e una pioggia di carezze su di te"

Alcune volte faccio fatica a capirla ma come non volerle bene? Ormai io e il mio ciàcio l' abbiamo adottata (a distanza!) e ci auguriamo un giorno di vederla a Zelig.

strimpellato da 88tasti | alle ore 10:25

commenti

brano suonato in:
mercoledì, 22 marzo 2006

Gli scontri generazioni e caratteriali che contraddistinguono il mio rapporto con i miei genitori é sempre stato chiaro e forte. Prima non avevo l' età e quindi la maturità e la saggezza per poter capire e lasciar correre......ora che sono adulta vaccinata e che in parte dovrei averle e che in parte ho se non fosse per il mio carattere focoso e istintivo e diretto che non sono proprio contemplate alla voce maturità ma ci sto lavorando su, riesco a capire e a spiegarmi tante cose.

Ma fa ugualmente male quando una madre, mia madre (in arte mamu) si ostina a paragonare suo figlio, mio fratello (in arte il pacifico) a se stessa. Loro, la mamu e il pacifico, sono buoni, sono tranquilli, sono di buon cuore, sono generosi, sono tolleranti, sono accondiscendenti, loro sono, ecco.

Ma loro sono anche piatti, a mio modo di vedere. E come non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire, non c'é peggior buono di chi sa (o pensa) di esserlo. Lui é proprio come lei e lei é proprio come lui. Niente di nuovo sotto il sole. Così é se vi pare. E a lei pare. A lui pare. E anche a me pare.

Il triangolo se non ci fosse una quarta persona sullo sfondo. Da immaginare un quadro con tre persone in primo piano e un' altra in fondo, ma proprio in fondo in fondo che pare non essere il protagonista ma che di problemi ne ha creati (e tanti) alle tre persone davanti. Mio padre (in arte il neutro). Denominato così non solo per la sua assenza nelle nostre vite, ma anche per la sua neutralità di espressioni vocali, fisiche e comportamentali.

Il neutro ha plasmato le nostre tre vite e noi ci siamo adattati. Però, mentre la mamu e il pacifico si sono sempre adattati e hanno sempre sofferto (in silenzio ovviamente), io mi sono "ribellata". Da giovane urlando e facendo di tutto pur di attirare l' attenzione. Da adulta in maniera diversa con attacchi di panico e depressione ma la mia voce ho sempre cercato di farla sentire. Storie di psicologia infantile. Storie di psicanalisi adulta.  Storie di psicopatologia quotidiana. Normale prassi. Fatto sta che mi ritrovo ad essere una figlia "cattiva" (in arte la stronza). Nessuno dei tre ha mai cercato di andare oltre le apparenze. Nessuno dei tre ha visto la mia bontà perché non corrisponde alla loro. Ci sono tanti modi per essere buoni e cari. E ognuno ha il proprio carattere, che gli piaccia o meno. Certo, ci si può lavorar su, si possono smussare gli spigoli ma non si può cambiare.

Non credo di essere l' unica a questo mondo a portarsi dietro pesi e problemi di una adolescenza difficile e incompresa. E non sono l' unica ad avere problemi con i genitori. Ad essere sincera mi vergogno un po' ad essere in queste "condizioni psicologiche precarie" e a scriverlo nell' aria. Pensavo di aver superato questo ostacolo morboso che mi porto dietro da tot anni. Ormai ho una famiglia mia ma non posso dimenticare quella naturale. Amo i miei genitori e amo anche il pacifico. Ma fa ugualmente male sentire quanto sia vero che mio fratello assomigli a mia madre mentre io sembro la figlia di nessuno. Mi faccio forza nella sicurezza che quando avrò un figlio mio tutto questo sarà superato.

O almeno lo spero.

strimpellato da 88tasti | alle ore 14:08

commenti (10)

brano suonato in: emozioniesentimenti
mercoledì, 15 marzo 2006

e svegliarsi  con il canto degli uccellini (che ho già e mi rompono clamorosamente le palle)

e svegliarsi con il profumo di erba appena tagliata e l' odore di letame (che fa bene ai polmoni più delle mie sigarette)

e stare su di una sedia a dondolo a gustarsi l' alba (con una tazza di caffé bollente in mano)

e sentire il silenzio (che parla più di tante parole)

e guardare l' orizzonte fatto di verde (prati), giallo (girasoli), arancione (tramonto)

e non avere orari (se non quelli per dare da mangiare a maiali, cani e cavalli)

e amarsi sotto il porticato (avvinghiati come il gelsomino alle travi sentendo l' estate di Vivaldi in sottofondo)

e zappare la terra (senza doversi curare delle unghie e dei tacchi)

e vagare nella nebbia (per Pascoli nasconde cose lontane, per Hesse nasconde solitudine, per 88tasti vedere solo ciò che si vuole vedere)

e ritrovarsi in un campo di grano nel' oscurità squarciata solo da tenerissime  lucciole  (per splendere hanno bisogno delle tenebre)

insomma, é da un po' che ci penso: voglio andare a vivere in campagna!

 

oggi va così!

 

 

 

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 18:56

commenti (1)

brano suonato in: sfoghiefollie
martedì, 14 marzo 2006

Paure e sensi di colpa, ecco cio' che densifica il nostro piccolo ego e ci impedisce di vivere.

- Anonimo -

strimpellato da 88tasti | alle ore 18:58

commenti (2)

brano suonato in: aforismiepensieri
venerdì, 10 marzo 2006

....svegliatevi bambine......

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 15:32

commenti (1)

brano suonato in:
mercoledì, 08 marzo 2006

"Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.

Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni femminili organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione femminile, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato di questa ricorrenza, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti. "

da Italiadonna

c'é sicuramente di che riflettere...perché la mia mamu, come tante mamme e donne non spiegano il vero senso di questa "festa"? ci sarebbe di che farci onore e sentire onorate, ora! altro che spogliarelli, ricchi premi e coutillons! se poi mi soffermo a pensare a quelle donne che escono solo stasera e per di più per (soggettivamente) trasgredire e fare follie....che tristezza.....

strimpellato da 88tasti | alle ore 18:40

commenti

brano suonato in:
martedì, 07 marzo 2006

Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino. Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offrì la libertà, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile: "Cosa vogliono veramente le donne?". Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso. Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta e fece ritorno al suo regno. Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente. Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti.  Il tempo passò... e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, così che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò di rispondere alla domanda solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché migliore amico di Artù! Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva... la strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare l'amico a sobbarcarsi un fardello simile!  Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda e che, quindi, avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado.  Il loro matrimonio fu pertanto proclamato e la strega finalmente rispose alla domanda: ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita. Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata. Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù e gli garantì piena libertà.  Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain con la strega? Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega al contrario esibì le peggiori maniere... mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio. La prima notte di nozze era vicina e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani ed entrò nella camera da letto e... che razza di vista lo attendeva!  Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito e non appena ritrovò l'uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto.  La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà sarebbe tornata una vecchiaccia orribile di prima.  A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno e quale di notte. Che scelta crudele! Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità? Voi cosa avreste fatto?  La scelta di Gawain é distante solo un paio di righe....ma non leggerla finché non avrai fatto la tua scelta! Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa. Sentendo ciò, la strega gli sorrise e gli annumciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perché Gawain l' aveva rispettata e l' aveva lasciata essere padrona di se stessa!

La morale di questa storia? Non importa se la tua donna è bella o  brutta, se è intelligente o stupida... in fondo in fondo è sempre una strega!!!

 

 

 

perdonatemi ma sono allergica alle mimose!

 

 

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 18:05

commenti

brano suonato in:
sabato, 04 marzo 2006

oggi un gran freddo mi pervade il fisico, il cuore e l' anima. oggi ho saputo che Andrea ha lasciato questo mondo, le sue sofferenze sono finalmente cessate, il dolore ha lasciato il posto al silenzio. sapevamo e speravamo che questo giorno arrivasse presto, un anno é troppo per chi sa di non avere speranza e che comunque rimane attaccato alla vita con le unghie e con i denti.
Sono triste, sì ma sono soprattutto arrabbiata e delusa per l' ironia che la sorte o Dio gli ha riservato.
Andrea era medico e fisioterapista che lavorava con i malati terminali di cancro e che cercava di rendere la vita fisica e psicologica più accettabile a queste persone; li "preparava alla fine" con umanità, forza e affetto. Non era e non é un lavoro comune difatti per lui non era un lavoro nel significato che noi di solito attribuiamo a questa parola. Se ne é andato come uno dei suoi pazienti e ha dovuto esercitare quel lavoro anche su se stesso. Bel ringraziamento e bella riconoscenza per tutto ciò che ha fatto. Ci sarebbe da ridere se non fosse tutto così tragico.
E allora tutte le mie domande sull' esistenza di Dio si fanno sentire ancora più forti. Se Dio esiste come può punire così gli uomini? Questo non é amore, Dio non ama gli uomini. Dio non é buono. Dio non esiste......

Ciao anima bella, grazie per avermi insegnato l' umanità e la pazienza, grazie per avermi ripetuto più volte "io ci sono", grazie per avermi spronato ad iscrivermi alla scuola di teatro che ha rivoluzionato la mia vita, grazie per la tua sensibilità e la tua intelligenza, grazie per aver contribuito a rendere migliore questo mondo e il mio piccolo mondo.
Guardami da lassù e stammi accanto, spero di non deluderti e di smettere presto di fumare.
 

strimpellato da 88tasti | alle ore 19:12

commenti (2)

brano suonato in: emozioniesentimenti
© angelidicarta.altervista.org