mercoledì, 31 maggio 2006
Ieri sera sono andata a cena da Monica. E' una bella persona Monica. Bella dentro e bella fuori. E' nel pieno del suo fascino, nel pieno della sua maturità sia fisica che intellettuale. E' una Donna di quasi quarant'anni che incontra ancora parecchi sguardi maschili di ammirazione e altrettanti sguardi femminili di invidia, più ora di quando aveva vent' anni. La conosco da tanto, da sempre. Difficilmente riusciamo a far combaciare i nostri impegni e a vederci con quella regolarità che vorremmo, ma ieri aveva bisogno di me, l' ho capito dalla sua voce al telefono. Superata la soglia di casa, con fare furioso mi ha presa per un braccio e mi ha fatto sedere davanti al video del pc di casa. Mi ha messo paura, non capivo. Lei é sempre stata distante dalla tecnologia, dal computer, dall' aspirapolvere, dal bimbi, tutte cose di cui si può tranquillamente fare a meno, dice. Il pc però era acceso, ha cliccato su windows media player e davanti ai miei occhi si sono materializzate scene di sesso estremo. Dopo dieci secondi chiude il programma e mi fa vedere l' elenco di tutti gli altri video dai titoli inequivocabili: tutti porno. A quel punto spegne tutto e scoppia in lacrime. A fatica riesce a spiegarmi che ha scoperto per caso quelle cose nel pc mentre cercava degli appunti scritti mesi prima, quasi a volersi giustificare. In casa vivono solo lei e Piero, suo marito. Monica si sente tradita, delusa,arrabbiata, non capisce perché suo marito abbia sentito il desiderio di scaricare e vedere quelle porcate, il sesso tra loro non manca e mi chiede perché. Perché? Bella domanda. Non lo so. Avrei potuto darle qualsiasi spiegazione, ma non ne avevo, non ne ho. Perché? Che cosa spinge un uomo giovane, sposato e sessualmente appagato (o apparentemente appagato) a guarda filmetti porno da solo? Si può parlare in questo caso di tradimento? O é Monica che sta esagerando? E' "normale"? E' fisiologico? E' patologico? Capita a tutti gli uomini? Potrebbe essere un campanello d' allarme che qualcosa tra loro non funziona? Deve metterlo al corrente della scoperta? Ne deve parlare con lui o deve far finta di nulla? Io non ho idee, forse le avrei avute se fosse capitato a me, avrei forse reagito come lei oppure no. Non so.
Non ho mai aspirato a visite o commenti in questo mio blog, ma oggi, solo oggi, vorrei che tanti, tantissimi uomini ma anche donne passassero di qui e mi lasciassero le risposte a questi miei quesiti, perché io devo dare delle risposte a Monica e purtroppo non ne ho. Grazie.
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martedì, 30 maggio 2006
La mia anima

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19:19
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martedì, 30 maggio 2006
pensieri sparsi al vento
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spero che gli alberi che vedo dalla finestra, ripiegati su loro stessi, non si spezzino: sarebbe una rivincita della natura sulla natura
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mi auguro vivamente che le mie mutande stese non siano volate via altrimenti dovrò andare a raccattarle dai vicini
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ho una voglia tremenda di far volare un aquilone
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spero che le nuvole laggiù non siano cariche di pioggia
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mi piacerebbe che questo vento portasse via i brutti pensieri, mi pulisse l' anima e spolverasse le emozioni assopite
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sarebbe bello se questo sole mi illuminasse di immenso e di ineffabili sentimenti
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vorrei essere su di una mongolfiera e sentirmi libera di volare

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16:38
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lunedì, 29 maggio 2006

"La crescita è nella lotta alle abitudini di ciascuno di noi, proprio quelle abitudini così radicate da non essere quasi coscienti".
......strategie di crescita?
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15:40
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giovedì, 25 maggio 2006
"Mamma, mamma, mi compri un pianoforte?" - "Un pianoforte? Per farci cosa?" - "Ma per suonarlo, mamma!" - "Sei troppo piccola e poi é un investimento che non possiamo permetterci, pensa a qualcosa d' altro" - "Va bene mammina, allora un cavallo, vero però!"
Alla fine mia madre, stanca dei continui strattonamenti alla gonna come solo i bambini sanno fare, noleggiò il mio primo pianoforte. Era uno Steinway verticale, il colosso e la bambina. Mia madre ricorda ancora guando entrarono in casa i due trasportatori. Pensavano che il pianoforte fosse per un adulto e quando capirono che invece era per me, mi guardarono con aria contrariata pensando alle nefandezze compiute dai bambini sulle tastiere, ma era "un prezzo da pagare per l' iniziazione". Avevo solo cinque anni quando iniziai le mie prime lezioni di solfeggio. Una noia mortale ma già allora la mia testardaggine mi portò ad alzare lo sgabello al massimo e a mettere le piccole dita sulla tastiera. Ricordo ancora la mia prima insegnante, quella con la bacchetta. Ogni tasto sbagliato, ogni nota stonata, ogni posizione errata del polso, era una bacchettata sulle mani. E quando invece il problema era la memoria (ne ho sempre avuta pochissima) la bacchettata arrivata dritta sulla testa. Non ricordo il dolore, ma il gesto: elegante ma deciso, proprio come lei. Che riposi in pace. E comunque tra una scala e l' altra, tra una botta e l' altra, tra un problema di adolescenza e l' altro, tra un saggio mancato per paura e l' altro, tra un "Ave Maria" di Schubert suonata ai matrimoni in chiesa e l' altro, tra la mia poca pazienza e la voglia di imparare, tra la mia testardaggine e gli impegni di scuola, sono giunta al traguardo del diploma. Uno a zero, punto per 88, evviva! Palla al centro e ora che si fa? Ma si inizia ad insegnare, ovvio. Ovvio? Ci ho provato e devo dire che la cosa mi piaceva anche. Guardavo quei bambini sullo sgabello con le gambe a ciondoloni e rivedevo me. Che tenerezza. Alcuni svogliati, comunque normale a quell' età, spinti solo dal desiderio dei propri genitori.Altri più motivati o forse solo più grandicelli. E mi chiedevo allora cosa diavolo mi avesse spinto a volere a tutti i costi un pianoforte. Ancora oggi non ho la risposta. E mi nascondo dietro a un semplice ma efficace "ci sono cose che non devono avere per forza una spiegazione". E poi? Poi arrivò il buio.....
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13:09
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martedì, 23 maggio 2006
Una domenica mattina del 1936, a Le Mourillon, nei pressi di Tolone, passeggiai nel Mediterraneo guardando attraverso gli occhiali subacquei di Fernez. Ero un artigliere della Marina da guerra, un buon nuotatore interessato solo a migliorare il mio stile nel crawl. Il mare non era che un ostacolo salato che mi bruciava gli occhi. Fui stupito dallo spettacolo che mi si offerse agli occhi nelle acque di Le Mourillon: rocce coperte di foreste verdi, brune e argentee di alghe e pesci, mai visti prima, che nuotavano nell'acqua cristallina. Alzando il capo per respirare, scorsi un filobus, della gente, i pali della luce elettrica. Immersi nuovamente la testa e la civiltà era di nuovo completamente scomparsa. Mi trovavo in una giungla che non era mai stata vista da quelli che navigavano sul suo tetto opaco.
Talvolta, anche se di rado, si ha la fortuna di accorgersi che nella nostra vita è subentrato un cambiamento, si abbandona la via vecchia, s'imbocca la nuova e si prosegue dritti per la nuova rotta. Mi accadde una cosa simile a Le Mourillon, quel giorno d'estate in cui i miei occhi si aprirono sul mare.
Jacques Yves Cousteau, 1936
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18:05
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lunedì, 22 maggio 2006
...e dacci oggi le nostre incazzature quotidiane
Oggi va così. Oggi sono incazzata. Non ho dormito abbastanza. La sveglia ha avvertito ma la sottoscritta l' ha prontamente fatta tacere senza rendersi conto del danno. Ad un tratto la mente ha reagito e ha capito che forse era tardi: mi ha fatto spalancare gli occhi e con uno scatto felino ero già in piedi, lavata e stirata. Ho rischiato (di nuovo) l' osso del collo su quella maledetta scala a chiocciola. Non ho fatto colazione che per me é fondamentale. Arrivata in ufficio sono stata accolta calorosamente da commenti sulle mie occhiaie. Il mio appuntamento telefonico con mamma telecom ha confermato l' ennesima presa per il culo. Sono anni che lotto per avere l' adsl in ufficio e anche questa volta mi hanno risposto picche: il servizio non é presente nella zona (e siamo a Milano non in un paesino sperduto tra le montagne!). Quindi, per la gioia dei miei cari, continuerò a lavorare la sera da casa (dove ho l' adsl). Ho sonno. Ho fame. Non ho voglia di lavorare. E' lunedi ed é solo mezzogiorno e come dice una vecchia saggezza popolare: "Il buongiorno si vede dal mattino, é la giornata di merda che ti coglie alla sprovvista!"
Buongiorno a tutti i blogghisti!
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12:34
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giovedì, 18 maggio 2006
..e adesso spogliati come sai fare tu..
I meteo affermano che oggi le temperature si sono abbassate rispetto a ieri. Eppure oggi potrebbe essere festeggiato come il primo giorno di afa del 2006 (ovviamente a Milano). Arriva l' estate e giustamente la gente inizia a vestire leggero. Anzi, a spogliarsi. Si vede che non ne potevamo più del freddo, benedetta estate! E allora fuori il "butòn dal ventar" che in milanese non é altro che l' ombelico! Già, arriva l' estate ma la moda rimane sempre quella: maglie corte, pantaloni a vita bassa (o a giro passera come meglio si preferisce) e ombelico di fuori. La cosa buffa é che non si vedono solo ragazzine o ragazze vestite così. No, si vedono anche signore attempate al passo con i tempi. Quando le vedo strabuzzo gli occhi e mi si stampa un bel sorriso sul muso. Ora però, all' alba dei miei trentaerotti anni, diciamo verso i quasiquarantamasonoancoramoltolontani, mi chiedo dove finisce la decenza e dove inizia l' indecenza. Io quelle signore le trovo divertenti e volgari allo stesso tempo e se mai dovessi vedere mia zia in giro così farei finta di non conoscerla. Non é mio uso e costume giudicare una persona dall' apparenza e dalla mise ma accidenti, quelle signore mi fanno sbellicare dalle risate! Mi fanno invece tenerezza quelle ragazzine cicciottelle e coraggiose che vanno in giro con i rotolini al vento fregandosene altamente dei commenti sulla ciccia che potrebbero nascondersi dietro a qualsiasi occhiata. E comunque io, nonostante faccia ancora la mia porca figura, non me la sento più di uscire così e le maglie ora sono un pelino più lunghe e i pantaloni un pelino più alti: q.b. per coprire le maniglie dell' amore garbatamente rinciccionite, garbatamente, tzé......
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brano suonato in:
martedì, 16 maggio 2006
Fuggendo dalla pazza folla, mi recai nel bosco per riposare la mia anima sotto un cielo pieno di stelle, accanto ad una cascata canterina. "Che fai di bello, straniero, qui nel bosco in questa notte stellata?" domandò la cascata con voce argentina. "Riposo la mia anima", risposi. "Riposi la tua anima? Da cosa?" domandò la cascata. "Non capiresti, ringrazia solo che le montagne e il fiume ti trattengano qui, lontano da tutto, dove la tua musica può calmarti". La cascata rimase in silenzio per un po' riflettendo e poi disse: "In realtà dovresti ringraziare tu che le montagne e il fiume non ti trattengono da nessuna parte. Tu hai la fortuna di poter scegliere, puoi andare e venire come vuoi e nonostante questo la tua anima ha bisogno di riposo. Magari potessi viaggiare come te per vedere i luoghi dai quali vieni". Non dimenticai più le parole della cascata. Passò un anno, durante il quale la peggiore siccità che si ricordi seccò il bosco dove una volta ero andato a riposare la mia anima. Quando vi tornai il fiume si era completamente prosciugato e là dove un tempo cantava la cascata, non rimaneva che pietra fredda e asciutta. "Non essere triste per la cascata" mormorò il vento in lontananza, "perché la nuvola che ora ti dà ombra é proprio lei. Impara a vedere le cose nella maniera giusta, nella giusta luce e avrai il dono della comprensione. La cascata ha scoperto di avere delle alternative, e ora che é diventata nuvola prima o poi si trasformerà in pioggia e chissà, dopo aver viaggiato tra la pazza folla, forse vorrà tornare a essere una cascata perché nel creato tutti abbiamo delle scelte e l' atto di scegliere ci dà significato". "Allora qual'é il mio posto in questo ciclo eterno?" domandai. "Dovresti riflettere meglio su tutte le cose che hai imparato. Osservare e comprendere le cose che stanno accadendo attorno a te. E' tutto parte di te e tu sei parte del tutto. Allora potrai fare la tua scelta". Mi resi conto di ciò che il vento lontano aveva detto. Per trovare il mio vero scopo, in piena consapevolezza e senza limitazioni, avrei dovuto cercarlo. E ora, volgendo lo sguardo al cielo, potevo vedere la cascata vivere sotto forma di una nuvola bianca e soffice come ovatta. In quel momento la pioggia cominciò a cadere su di me. E' la cascata canterina, pensai. Come aveva detto il vento: tutto é uno. E così me ne tornai tranquillamente tra la pazza folla dove era giusto che tornassi, mentre la pioggia tornava a colmare il letto del fiume, come era giusto che fosse. Aveva scoperto il suo scopo nella vita: dividere con gli altri il tesoro che aveva trovato.
Thomas Blake
(ricordato e rivisitato con insicura memoria da 88tasti con l' ausilio delle note della sonata n. 2 in do diesis minore op. 27 "Al chiaro di luna" di Sir Beethoven )
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sabato, 13 maggio 2006
L' ho incrociata nell' atrio. Testa bassa, curva su se stessa. Ero indecisa sul da farsi. L' ho salutata. Ha alzato il viso di pochi centimetri e ha risposto al saluto.
88: é un po' che non ci si vede, come stai?
lei: insomma, così-così
88: e la pausini come sta? (bastardissima!)
lei basitissima: perché? ......oddio, non dirmi che si sente.......
88: ...ehm....un pochino, ma non ti preoccupare
lei occhi gonfi: ....che figura.....scusami...
88: ma non ti preoccupare, a me piace la pausini (ribastardissima e pallista)
lei: ma si sente così tanto?
88: ....ehm....sì, talmente tanto che ora so tutto il testo di quella canzone a memoria, vuoi che te la canti?
lei: scherzi?
88 schiarisce la voce e improvvisa il microfono con il cellulare: ....e mi manchi amore mio tu mi manchi come quando cerco Dio e in assenza di te io ti vorrei per dirti che tu mi manchi amore mio .....
lei ride: no, basta, per carità!
88: perché, non sono intonata?
lei: no, sei intonatissima ma la pausini é meglio
88: ok, visto che io ti ho cantato la canzone ora tu mi fai il santo piacere di ascoltare qualcosa d' altro?
lei: cosa mi consigli?
88: appena torno a casa prendo il cd di zarrillo e te lo porto!
lei ride ancora: ok, ti aspetto!
Da non crederci! vedi il destino tante volte.....il condominio ringrazia sentitamente IlMercantediSogni per il consiglio! :)))
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20:04
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sabato, 13 maggio 2006
Che poi ripensando al post di prima (e riascoltando sempre la Pausini: maledetti muri di carta!) mi é venuto in mente cosa ascoltavo io da giovane (?) ovvero nei mitici anni 80. Chi é della mia generazione sa di cosa parlo e non avrà certo dimenticato i testi impegnativi delle canzoni. Andavamo avanti ore a ripetere il ritornello di "he said captain i said wot" o "Rock me Amadeus" o "Electrica Salsa" o "Comanchero" o "Vamos a la playa" o "Doot Doot" senza renderci conto che non era solo il ritornello ma era tutta la canzone. Era tutto lì, non c'era altro oltre a quelle tre parole! E svuotavamo fiumi di lacrime con il jackson e la sua "I just can't stop lovin' you" o con "Words" di F.R. David o con "Maybe one day" dei Creatures o la mitica "On my own" della Nikka Costa o "Forever young" (magari) degli Alphaville. E quando eravamo felici cantavamo e ballavamo sulle note (?) della Samantha con "Touch me" o con "It's raining men" delle Weather Girls o con "Linving in a box" (nome del gruppo uguale alla canzone, una fantasia della madonna!) o "What is love" dell' Howard Jones o "Word up" dei Cameo o "You spin me round" dei Dead or alive" o "We need protection" dei Picnic at the whithouse" o "People from Ibiza" del Sandy Marton (mi consolo che é invecchiato anche lui!) o "Disco band" degli Scotch.
Che ricordi! Che periodi! Tempi in cui non stavi lì a vivisezionare il testo e il senso di una canzone ma cantavi quello che ti propinavano senza troppi problemi. Se ti piaceva una canzone che diceva "sei un pirla ohhhhh ahhhh" tu la cantavi senza chiederti il significato e senza vergognarti. Bella gente quella degli anni 80, gente dura, gente tosta, gente con le palle, gente genuina, mica pizza e fichi! Quanti soldi abbiamo fatto guadagnare alle case discografiche dei vari Den Harrow e Tracy Spenser, al Gazebo di turno e allo sconosciuto Albert One! Adesso invece siamo adulti vaccinati e siamo qui a cercare il senso e i sottotitoli di ogni testo. Facciamo introspezione con le canzoni. Facciamo psicanalisi con i testi. Cerchiamo e ascoltiamo e ingurgitiamo attentamente solo ciò che può essere elencato sotto la parola impegnativo. Dobbiamo scovare un significato esistenziale ovunque. Andiamo a riesumare i vecchi veri guru della canzone che ci siamo persi per strada causa incoscienza e impariamo a conoscerli e ad apprezzarli, adesso.
Quando eravamo giovani non ci rendevamo la vita difficile nemmeno ascoltando una canzone.......che nostalgia!
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15:34
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sabato, 13 maggio 2006
"Io come un albero nudo senza te senza foglie e radici ormai abbandonata così..." E un altro giorno con la Pausini in casa. E' il terzo e non ne posso più. Solo che gli altri due giorni me la sono cuccata solo nell' ora di pausa pranzo e cena. Oggi invece che non lavoro e sono a casa, me la cucco dalle dieci....ed é quasi l' una. Quasi quasi vado a bussare alla porta e le dico che non ne posso più. Mi spiace che lei abbia dei problemi ma anche io ho i miei eppure non rompo le palle al mio prossimo con la stessa canzone a tutte le ore del giorno (almeno la notte si dorme). "Per rinascere mi servi qui non c'é una cosa che non ricordi noi in questa casa perduta ormai". E allora cambia casa per la gioia del condominio! Eh sì, mi sa che si sono lasciati. E io ormai conosco la canzone a memoria. Che culo! La persona in questione é la mia vicina di casa. Una bellissima ragazza di trent' anni. Ha la faccia visibilmente provata e gli occhi di una tristezza infinita e "mentre la neve va giù è quasi Natale e tu non ci sei più " peccato che siamo quasi in estate e il testo non ci azzecca per niente! Mi spiace per lei ma non ne posso più, mi sembra di avere la Pausini in concerto in mezzo al mio salotto. Almeno mettesse un' altra canzone e invece no "e mi manchi amore mio tu mi manchi come quando cerco Dio e in assenza di te io ti vorrei per dirti che tu mi manchi amore mio ". Perché quando ci si sente soli e abbandonati ci si rifugia dietro a queste canzoncine? Perché ci si deve fare ancor più del male? Non si può piangere e disperarsi ascoltando qualcosa di più allegro e vivace? Ma no, facciamoci ancora più male e intoniamo tutti insieme "il dolore è forte come un lungo addio e l'assenza di te è un vuoto dentro me perchè di noi è rimasta l'anima". Ma alla sua età non dovrebbe ascoltare qualcosa di diverso? Già, ma cosa? La Whitney? La Streisand? Quasi quasi vado a consigliarla. Busso, entro e senza salutarla mi dirigo di corsa ai suoi cd. Anzi, prima rispolvero i miei, cerco quello giusto e glielo porto di là. Ecco. Aiuto. Pronti che si ricomincia "ogni piega, ogni pagina se chiudo gli occhi sei qui che mi abbracci di nuovo così e vedo noi stretti dentro noi legati per non slegarsi mai in ogni lacrima tu sarai per non dimenticarti mai". Poverina, sta proprio messa male. Sì, ma io che c'entro? E dai 88 fai la brava. Ma non ce la faccio più! (e già il fatto stesso che mi domando e mi rispondo denota il mio stress). Che le posso consigliare? Qui ci vuole una bella canzone dolce e strappalacrime che si possa ascoltare per ore e ore e che non sia la Pausini! Se un' anima gentile passando di qua volesse darmi un consiglio le sarò eternamente grata!!! Intanto tutto il condominio, complice e pietoso, é alla finestra con striscioni e accendini sventolanti (é anche una questione di solidarietà, ci siamo passati tutti)......"e mi manchi amore mio così tanto che ogni giorno muoio anchi'io ho bisogno di te di averti qui per dirti che tu mi manchi amore mio".......
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13:22
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giovedì, 11 maggio 2006
E capire cosa siamo
sarebbe già un bel passo avanti
quando di passi indietro
se ne fanno tanti
e cerchi nello sguardo
di una qualunque persona
quel calore
che solo l' amore dona.
Si può stare anche da soli
se si riesce ad imparare
a guardarsi dentro
senza la voglia di scappare,
guardare e scoprire
per avere poi qualcosa da offrire,
non la solita anima
che vaga per il mondo
avvolta da un malessere profondo,
ma un' anima lucente
che sa di cosa è fatta
e può far del bene a tanta gente
non quella che non sa dare dei segni
d' affetto, che se rivolti a lei
non fanno alcun effetto.
Guarda negli occhi le persone che ami
e ascolta i mille richiami,
richiami di pace ora che l' hai ottenuta
perché hai vissuto delle cose
che ti hanno cresciuta,
fa crescere anche gli altri
con la tua esperienza
e vedrai che qualcuno
non potrà più viverne senza ;
scoprire se stessi
e poi la gioia di vivere
sapere che con qualcuno
tu potrai condividere
la tua storia, donando il tuo cuore,
ma tutto questo non avviene
se dentro non hai l' amore.
V. Ramponi
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16:33
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mercoledì, 10 maggio 2006
.....e zac ! (via tutto)
Chissà perché quando una donna vuole rivoluzionare la propria vita la prima cosa che cambia é la pettinatura. I capelli per una donna sono tutto. Vengono prima delle unghie, delle diete, delle scarpe. Una donna rinnova prima i capelli del guardaroba. Cambiare il look della testa é come cambiare ciò che la testa contiene. E io ci pensavo da qualche giorno ma evitavo accuratamente di dar seguito al mio istinto. I miei capelli, roba da Niccolò Fabi "...non voglio più chiedere scusa se sulla testa porto questa specie di medusa o foresta non è soltanto un segno di protesta ma è un rifugio per gli insetti un nido per gli uccelli che si amano tranquilli fra i miei pensieri e il cielo sono la parte di me che mi somiglia di più". Già, la parte che mi somigliaVA di più. Tanti, ricci, crespi, grossi, lunghi. Tante volte mi sono sentita dire frasi del tipo "sei venuta in moto senza casco?" oppure "ti é esplosa una bomba in testa!" oppure "hai messo le dita dentro una spina?". Sì perché io non ho cura dei miei capelli. In casa non ho né spazzola né pettine. Al mattino una bella ravanata con le mani dentro la chioma e via. Ma ero stanca di quei capelli. Stanca della loro pesantezza. Stanca di quello che rappresentavano. Stamattina c'é stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi sono guardata allo specchio di casa e mi sono trovata imbruttita. Dopo un' ora ero seduta davanti ad un altro specchio, quello del parrucchiere, e gli pronunciavo la parolina magica "taglia!". Lui, il mio parrucchiere di fiducia, mi ha guardato basito e con un tronfio "sei sicura?" (tutti i parrucchieri adorano tagliare, dare sfogo alla loro creatività) ha brancato le forbici prima che cambiassi idea. Alla prima sforbiciata si é lasciato sfuggire "chissà cosa dirà tua madre!". Già, la mamma. Lei che sperava che la sua bambina di sposasse con i capelli lunghi e una bella acconciatura. Eh mamu, né matrimonio né capelli lunghi. Che figlia ingrata, né! Vedevo le mie ciocche cadere per terra e con loro anche pezzi della mia vita. La ragazzina che di solito mi lisciava la chioma ha prontamente scopato via il cespuglio per evitare che mi mettessi a piangere rivedendolo lì per terra senza vita....sigh. Momento di commozione.....Passato (in tutti i sensi).
Risultato? Ottimo direi. Ci devo fare l' abitudine ma neanche a farlo apposta la mia testa somiglia molto alla sua:

Lei é Annette Bening, io no. Però ora abbiamo in comune lo stesso taglio di capelli!
Uh! Mi sento più leggera, in tutti i sensi!!!!
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14:01
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lunedì, 08 maggio 2006
non c'é titolo che tenga
Vi meritate tutti una risposta perché accidenti, siete veramente in gamba e qui la posta in gioco é veramente alta, si parla della mia vita!
segnali del corpo---->attacchi di panico--->tosse---->confusione--->evasione--->troppo controllo---->assenza di controllo---->rimettermi a posto--->giusto equilibrio---->conoscersi---->fiducia---->periodo di assestamento---->abitudine---->......
Insomma, ho preso in prestito alcune vostre considerazioni e intendo ampliarne il concetto, magari non qui ma in sede più apportuna: la mia coscienza.
La mia vita non é stata sregolata, mai. Magari lo fosse stata. Nel profilo di Senzaspine leggo "sono stato tante cose nella mia vita: bravo ragazzo, figlio ideale, fidanzato ideale, amico ideale, studente ideale.......oggi ho 33 anni e voglio essere solo me stesso!". Porca paletta, quanta verità dietro a quattro righe. Potrebbe essere il mio profilo con l' aggiunta di qualche momento (che poi é diventato quotidianità) di ribellione. Ho sempre seguito le regole senza sapere cosa veramente fossero e cosa veramente volevo. E così ci sono andate di mezzo le mie emozioni. Sì perché ad un certo punto della mia vita...il nulla. Non provavo più niente. Non sentivo e tutto mi scivolava addosso. Poi il botto. Non tutti i guai vengono per nuocere e la mia relazione con il mio ormai ex mi ha dato nuovi spunti per dire il mio "mavaffanculo" (non solo a lui ma a tutto il mondo). Tutti dovrebbero avere un bum nella loro vita. Se arriva al momento giusto ti cambia la vita. La mia l' ha cambiata. Mi sono rinchiusa ancora di più per poi riesplodere in mille pezzi di puzzle che poi con pazienza certosina ho dovuto rimettere insieme. Avevo fame, una dannata fame di vita. Ho urlato a chiare lettere che cazzo, c'ero anche io e che mi spettava di diritto un ruolo in questo mondo. Questo é il mio ingurgitare: riappropriarmi di me stessa, delle mie emozioni, del mio cuore, della mia essenza. Niente cose folli, solo la quotidianità di sempre vista da un' altra angolazione. Non è stato facile, qui mi bastano forse cinque righe per descrivere un affare di anni. Così dopo aver sottoscritto il contratto più importante della mia vita, ho iniziato a vivere solo di emozioni. Ma quelle non ti danno da mangiare (in tutti i sensi), così ecco che si presenta il giusto equilibrio. La ragione e il sentimento. Il calcolo e l' istinto. I sogni e i piedi per terra. Devo fare i conti con il giusto equilibrio, é lui che gestisce ogni cosa ma fa a botte con la perfezione, da me tanto ambita prima del bum e che comunque rimane seppellita come un morto qui da qualche parte. Non so quante persone si siano trovate in questa situazione che dovrebbe forse esplodere nel periodo adolescenziale. Non importa se il mio bum é arrivato all' alba dei trenta e rotti, l' importante é che sia arrivato perché sarebbe stato peggio vivere tutta la vita alla ricerca della perfezione e all' insegna della razionalità senza rendersi conto della scoperta, delle altre vie, del mondo della vita, di quanto anche una semplice farfalla ti possa rasserenare per cinque minuti, di quanto sia assurdo mettersi la canottiera sotto il vestito anche in estate solo perché mamma te l' ha insegnato e tu continui a farlo, di quanto sia invalidante non metterti a piangere solo perché tuo padre ti ha insegnato che solo i deboli lo fanno e tu devi essere forte, di quanto sarebbe stato devastante per il mio futuro figlio avere una madre senza la cognizione dell' importanza delle emozioni, che gli avrebbe insegnato solo perfezione e controllo.....
Lacrimuccia e via!

Libertà - Dipinto del maestro Giuliano Giuggioli
Grazie a chi ha avuto la bonpietà di leggere e di comprendere, se non tutto almeno qualcosina di questa esternazione confusionale.
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giovedì, 04 maggio 2006
Le mille espressioni (del cuore)
Ho un gran mal di testa. Ho una forte tosse, secca e fastidiosa. Colpi di tosse decisi (almeno loro!) che non sono frutto di qualche virus influenzale o di capelli bagnati lasciati asciugare tra l' aria corrente delle finistre aperte. Non é neanche frutto di un mal di gola stagionale, no il "male" sta un po' più in giù, o un po' più in su......C&C: Cuore e Cervello. Cerco di ascoltare bene il mio corpo, mi invia dei segnali inequivocabili. Una volta erano gli attacchi di panico che mi scuotevano per farmi capire che qualcosa non andava; mi limitavano la vita per farmi capire quanto la mia mente fosse limitata. Ora c'é la tosse. Domani magari un callo al dito mignolo del piede. Chissà. E allora resto in ascolto, tesa come una sentinella. Ma so già che non é una cosa sola, sono tante tutte insieme e l' esplosione del sintomo non é altro che il pienone fatto: ho ingurgitato troppa vita tutta insieme, mi sono lasciata vivere dagli eventi senza coscienza effettiva. No, così non va, devo correre ai ripari. Cosa c'é che non va? Devo fare i conti con me stessa e "due più due non torna quattro mai" ......sincronicità, Anna? Ho iniziato a vivere da qualche anno. Sto imparando ad amare. Sono uscita dal guscio e dal rancore. Ho iniziato a volermi bene, a conoscermi, a rispettarmi, ma non é ancora abbastanza. Cosa c'é che non va, ora?
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13:36
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mercoledì, 03 maggio 2006
Shopping (estremo)
Era una domenica pomeriggio come tante altre. Il cielo era coperto e un sole stropicciato faceva capolino in rari istanti. Dovevo andare "per funghi" nella più classica ma autorevole (in quanto suggerita da Lampo) gita fuori porta. Purtroppo il tempo non prometteva niente di buono così ho optato per una domenica casalinga. Dopo aver riepito lavatrici, spolverato soprammobili, stirato montagne, spazzato pianure e sistemato un mare di cianfrusaglie (non vivo in un castello ma il plurale rende meglio la figura della vivace colf superfiga) mi sono fermata ad osservare la mia minuscola cabina armadio detta anche "il bugigattolo". Tempo fa fui messa sotto tortura a pane e acqua con l' ultimatum "o me o i vestiti!" da un uomo molto tollerante che però non sapeva effettivamente dove posizionare i suoi quattro stracci. Fu allora che decisi di sfoltire il guardaroba. Mi costò parecchio, mi costò in termini affettivi. Tutto ciò che c'era lì dentro era frutto di vent' anni di duro lavoro e di risparmi ben organizzati. Purtroppo non buttando via nulla (compreso abiti di due taglie meno rispetto ad ora nella speranza di poterci rientrare, oh!), é ovvio che i ripiani straripino e i cassetti debordino. Ebbene, osservando da vicino il mio bugigattolo mi sono accorta di quanto fosse spoglio come un albero in autunno. Avevo esagerato con la potatura. Mi é venuto un senso di tristezza infinita, poi, osservando meglio e vedendo qualche spazietto ancora libero, si é dipindo sul mio grugno quel sorrisino sadico e beffardo e una strana sensazione si é impossessata di me: avevo prurito alle mani, la bavetta agli angoli della bocca e gli occhi spalancati. L' impulso si faceva sempre più forte sino a sfociare in un moto di pazzia. Ho messo le scarpe da ginnastica (per comodità, of course), ho preso il mio compagno per la collottola e il mio cane per il braccio, ehm no, il contrario credo o qualcosa del genere e via di corsa tutti e tre fuori casa. Avevo bisogno di altre foglie per il mio albero. Mentre salivamo in auto lui chiede se prima di questo raptus e prima di scaraventarli (lui+cane) nel primo centro commerciale aperto avevo fatto training autogeno e tenuto in considerazione i tre unici punti del "Manuale delle Giovani Marmotte per uno shopping intelligente" che tutte le donne del mondo devono conoscere e ripassare prima di buttarsi nelle spese folli.
1) Chiediti se ti serve veramente qualcosa in particolare o stai solo cercando qualcosa da acquistare.
Non me ne frega una cippa, passiamo alla due.
2) Non precipitarti a comprare, prima ragiona. Fai un giro per negozi, osserva, torna a casa e fai la lista di ciò che hai visto e pensa a cosa ti può essere veramente utile tenendo in considerazione anche il rapporto qualità/numeropezzi/prezzo.
Tutto! Ho bisogno di tutto! Eh no, non tornerò a casa a mani vuote!
3) Stabilisci un budget massimo.
Questa é l'unica regola da tenere in considerazione perché ne va del mio futuro ....di coppia e soprattutto perché dopo "il danno" vengo presa dai rimorsi di coscienza che possono distruggere sia il ricordo della bella giornata di shopping che la mia autostima, tzé!
Ecco, ho letto il Vangelo. Ora possiamo andare. Destinazione? Outlet di Serravalle Scrivia, yeah! Chi non c'é stato non può capire quanta soddisfazione regna in quel villaggio dello shopping estremo! Ti riempie il cuore e ti senti felice nonostante i tre km. di coda al casello di Serravalle e i venti minuti trascorsi a girare stile trottola per il megaparcheggio in cerca di un misero buco per l' auto (aimé con il tempo così instabile prendere la moto era da pazzi e poi non ci sarebbero stati tutti i miei acquisti!). Appena entrati nel girone del purgatorio, decido che con un buon gelato in mano la "pena" poteva risultare più dolce e così mi avvio per le strade del villaggio come una bimbetta con il suo cono con i rigagnoli di cioccolato sulla mano e gli occhi "barluccichenti" di speranza e gioia (mentre i miei due facchini si trascinavano dietro di me). Alle ore 20.00 chiusura dei negozi e diciamo pure che il centro l' ho chiuso io in quanto mi hanno lasciato le chiavi dopo avermi eletto cittadina onoraria, peccato che l' outlet non abbia bisogno di chiusura in quanto all' aperto ma con strade private rigorosamente pedonali: sembra proprio un piccolo paese e al calar della sera una città fantasma, stile far west con tanto di saloon e cowboys.
Tornando a me sono stata bravissima, son tornata con solo due maglie (Liu Jo) e qualche trucchetto (Pupa). Stanchi e stravolti (più loro due che la sottoscritta ancora carica di adrenalina) ci siamo fermati da mc donald's e abbiamo completato l' opera del "facciamoci male" per poi stramazzare, a distanza di trenta minuti, sul primo divano disponibile nonché unico di casa.
Bella giornata, ah sì proprio una bella giornata! Alla prossima.
strimpellato da 88tasti | alle ore
11:55
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