giovedì, 29 giugno 2006
Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte. Sull' arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: "é vera?" Sulla seconda compeggiare la domanda: "é necessaria?" Sulla terza essere scolpita l' ultima richiesta: "é gentile?"
"Una parola giusta può superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande. Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse." (Romano Battaglia)
Parole sante, ma é possibile pensare, ogni volta che si sta per aprire bocca, alle tre regole/porte? Se così fosse non ci sarebbero certamente più parole al vento, aria fritta, maleducazione, offese, rimproveri, incazzature, violenze, falsità. Saremmo tutti carini, puri, gentili, veri, amabili, sintetici ed essenziali. E se ci riuscissimo, annullando esplosioni ed implosioni, non saremmo ridotti a degli ebeti automi come il film "La donna perfetta"? E l' istinto che fine farebbe? E la passione?
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mercoledì, 28 giugno 2006
Ieri sera ho deciso che non voglio più vederti, almeno per un po'. Ieri sera sono venuta al nostro incontro settimanale e mentre raggiungevo il solito locale mi chiedevo cosa diavolo venivo a fare se non ti sopporto più. Stamattina ho visitato il blog di Phantom e mi sono ritrovata a rispondergli sull' amicizia e sulla tolleranza, blablabla in cui credo, ma quanto é facile rispondere ad una persona che vive la tua stessa situazione e quanto é difficile viverla e affrontarla in prima persona seguendo principi, regole, sentimenti e buona educazione. Mi spiace rinunciare agli incontri e alle altre del gruppo ma complici la stanchezza e il caldo afoso, non ti reggo più. Non sono più disposta a passar sopra alla tua arroganza e alla tua rigidità, non sono più disposta a trovarmi in mezzo ad un litigio tutte le volte che usciamo solo perché non ti piace il posto che ti hanno assegnato a teatro, o perché al cinema il tizio dietro ha le gambe lunghe e tocca la tua poltroncina, o perché non ti portano l' ordinazione in cinque secondi. Non sono più disposta a fare queste figure di merda a causa tua. Non ti va bene nulla. Non sopporto più il tuo continuo criticare e il tuo commentare i comportamenti degli atri. Non ammetti sbagli, nè da te stessa nè dagli altri con la grande differenza che se sei tu a sbagliare non chiedi scusa nemmeno alla tua coscienza, mentre se sbagliano gli altri ti incazzi. Camminando sulle uova, solo una volta mi sono permessa di dirti che sei una iena, hai colto in quelle tre parole la densità della mia opinione condite dal mio tono per niente sarcastico e sei scoppiata in lacrime. Ho toccato un nervo scoperto e non sai che male per me vederti piangere ma il mondo é pieno di nervi scoperti e non sono solo tuoi. Sono anni che ti giustifico credendo nella tua bontà d' animo, sapendo che sei una brava persona e che se qualcuno ha bisogno ti fai in quattro per aiutarlo. Ora però non mi basta più. Ieri sera ti osservavo mentre spendevi e spandevi consigli a destra e a manca su come doveva comportarsi quella persona e su come doveva rispondere l' altra. I consigli vanno bene soprattutto se qualcuno te li chiede ma é il tuo tono che peggiora di giorno in giorno. Tu non consigli più, tu ordini, possibile che non te ne renda conto? Questa tua intolleranza e rigidità non ti possono più garantire l' immunità dalle sofferenze della vita, io lo so bene e anche tu lo sai bene e quella tua fragilità che ti appartiene come appartiene a tutti noi, vergognosamente celata per paura , é bene che esca allo scoperto perché nonostante sappiamo entrambe esserci non può continuare ad essere camuffata dalla rabbia. Prima ti collocavo tra le zitelle acide e invidiose ora che il destino ti ha messo di fianco un uomo delizioso e dolcissimo non capisco proprio il tuo comportamento. Se lui e le altre del gruppo riescono ancora a sopportare (verbo orripilante!) il tuo modo di fare, io ne ho pieni i santissimi. Qualcuno dice che esagero, che in realtà non sei così. Quella persona continua a giustificarti con la generosità e con la mancanza di presa di posizione che spesso la contraddistingono e accetto ma non posso più comprendere te, non ce la faccio più quindi perdonami se per un po' resterò fuori dal giro, lo faccio per me.
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16:38
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lunedì, 26 giugno 2006
Hanno vinto, non meritavano ma la palla é rotonda e gli arbitri generosi. Il pirla delle 19 voleva salire, era qui sotto al bar a vedere la partita e senza supplementari non sapeva come concludere la sua giornata. Ma va' a ciapà i ratt, me lo sono liquidato con un "mi spiace ma io non potevo alle 19, non ha sentito il messaggio in segreteria?". E ora me ne vado a casa perché mentre quei ragazzotti in mutande prendono milioni di euro per non correre abbastanza in 90 minuti (complice l' afa, certo poveretti), io corro come un bufalo inferocito con 40° gradi per metà della giornata prendendo molto ma molto molto molto meno e con tante ma tante tante tante responsabilità in più rispetto a quella di un semplice calcio di rigore. Tzé!
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19:15
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lunedì, 26 giugno 2006
E' pazzesco come una partita di calcio possa incidere sul nostro lavoro. Mi hanno annullato l' appuntamento delle 17 e posticipato quello delle 18 alle 19 salvo tempi supplementari, vale a dire che sono obbligata a seguire la partita per sapere se la persona con la quale ho appuntamento verrà qui oppure no. Ma é pazzesco! Dove é finita la dignità, la professionalità, la serietà? Finite tutte in un campo con dei ragazzotti miliardari in mutande che corrono dietro ad un pallone? I mondiali di calcio vanno ben oltre il semplice gioco agonistico, si ferma tutto il paese ma per cosa devo ancora capirlo, sicuramente per un motivo serio e importante che al momento mi sfugge. Al bar qui sotto sono già tutti pronti dalle tre con patatine, megaschermo e tanti uomini incravattati in bella mostra sul marciapiede. Ma a questi chi gli paga lo stipendio, Lippi? Ma i loro capi lo sanno o sono anche loro qui sotto? Hanno chiesto tutti dei permessi (magari anche retribuiti!)? Ma il mondo si può fermare per una partita di calcio, per tale frivolezza? Se sì allora dovrebbe fermarsi anche per altre occasioni, per esempio potremmo organizzare un mondiale delle foche del terranova e festeggiare la loro strage, rigorosamente ogni quattro anni! Ci fermiamo e andiamo tutti insieme al baretto qui sotto a vedere le immagini dello sterminio mangiando patatine e bevendo l' aperitivo della casa, sai che divertimento! Bene, detto questo me ne vado in posta a pagare l' ici sicura di non trovare fila!
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16:48
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lunedì, 26 giugno 2006
E come l' altra volta anche questa mattina fuori dal seggio mi hanno rivolto la fatidica domanda:
"hai votato bene?"
SI
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sabato, 24 giugno 2006
Va dove ti porta il cuore (e io ci sono andata)
Come ogni persona che si rispetti, anche io non amo particolarmente le cerimonie soprattutto comunioni e cresime. Ma questa volta si trattava di un matrimonio e in più di due persone a me care, così mi sono armata di vestito, bagagli e tanta pazienza e via: direzione Aulla. Splendida giornata, sia per la temperatura che per il luogo, peccato per il ritardo. Io, che sono una persona di una puntualità imbarazzante, che odio i ritardi e che se non spacco il minuto vado in ansia, mi sono persa! Persa non nel senso che ho sbagliato strada ma che siccome ero in largo anticipo, ho pensato bene di concedermi il lusso di visitare posti nuovi, scegliendo a caso la scritta di un cartello. In questo caso il cartello riportava "Castello di Zeri". Hai visto mai che io possa perdermi un castello? I castelli sono la mia passione! Inizio a seguire le indicazioni, tanto era presto. E allora su per le colline della Lunigiana, curve, controcurve, boschi, panorami mozzafiato, alberi, verde e nessuna persona a cui chiedere indicazioni precise. Dopo 30 minuti ancora nessun anticipo del castello all' orizzonte. Decido di tornare indietro, ma la strada era troppo stretta per poter fare inversione e allora avanti, alla ricerca di un po' di spazio. Dopo ogni curva pensavo "questa è l' ultima, o c'é il castello o torno indietro". E avanti, mossa dalla testardaggine e dall' impossibilità di girare l' auto. Dopo un' altra curva incontro qualcuno, peccato non fosse dotato di parola! 
Carinissima, si é messa anche in posa per la foto! Ma quando mi ricapita un' altra capra della Lunigiana così fotogenica? A quel punto dovevo tornare indietro, non c' era più tempo per raggiungere il benedetto castello. Inverto la rotta e di corsa in giù verso Pontremoli. Appena in tempo per lo scambio degli anelli e per sentirmi i rimproveri misti a stupore per il ritardo. E dopo la sposa: "Ma come hai potuto arrivare in ritardo tu che sei sempre così puntuale?" Risposta: "Semplice, preferisco sempre i quattro zampe ai due, guarda qui che foto!" e le allungo la digitale. "Hai fotografato una capra invece di fotografare me il giorno del mio matrimonio?" "Gia, peccato che lei non avesse il vestito da sposa, altrimenti sai che scoop?".......".........ma vai a cagare!" (che detto da una sposa non é carino ma il suo senso dell' umorismo ha avuto come sempre la meglio). E il tutto é finito a tarallucci e vino, anzi a torta e spumante.
Ma il castello di Zeri mi é rimasto qui, devo assolutamente tornare a vederlo!
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12:02
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venerdì, 16 giugno 2006
Sono fisicamente tornata ma mentalmente sono troppo occupata per scrivere sul blog o per fare qualsiasi altra cosa che non sia ripassare la parte dello spettacolo. Sono agitata e preoccupata. Non ricordo nulla e spero di non andare in palla entrando in scena e vedendo il pubblico in teatro. Dovrei forse farmi un "cicchettino" o prendere del lexotan per rilassarmi prima di salire sul palco ma la paura di perdere il controllo (sempre lui!) mi impedisce l' assunzione di ogni tipo di "droga". Meglio così. Meglio sentire l' emozione e l' adrenalina. Meglio vivere l' ansia da prestazione e rischiare il panico da debutto.
Tanta merda a me!
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13:01
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venerdì, 09 giugno 2006
scappo dalla città
per qualche giorno e poi ritorno:
buon fine settimana a tutti!
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10:51
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mercoledì, 07 giugno 2006
Milano, 06.06.06 ore 20.06
Il sole che ci stava donando uno strepitoso tramonto rosarosso é stato coperto da arroganti nuvole grigio scuro, in un istante. Il vento trionfante sembrava dirmi "hai visto perché oggi avevi mal di testa? sono arrivato e tu lo sapevi, mi hai sentito da lontano" e io lì a guardare fuori, con il naso appoggiato al finestrino dell' auto parcheggiata davanti casa dei miei genitori. E' successo tutto in un attimo, come ogni temporale che si rispetti. In casa sono stata accolta dai miei nipoti. La più piccola mi ha messo subito al corrente della data, del giorno del diavolo, del compleanno del nonno, della cena e della fine del mondo. Che sciocchezza. "Sì zia, l' hanno detto anche alla tv (disney channel), oggi é la fine del mondo!" Ho lanciato il sacchetto con il regalo del neutro e mi sono fiondata alla finestra. Era quasi buio là fuori. Tempo da lupi e un brivido lungo la schiena. "Accidenti, non posso mica farmi suggestionare dalle parole di una bimbetta! Fine del mondo, che assurdità!". Eppure continuavo ad avere una sensazione strana, avevo paura. "E se davvero questo cambio istantaneo di tempo e di temperatura fosse il presagio di fine, di desolazione, di catastrofe, di morte?". Neanche il tempo di sbarazzarmi di quell' inutile pensiero che da dietro sento un "ah, sei qui, ciao!". A momenti mi viente un infarto. "Accidenti, ma é il modo di spaventarmi?". Era l' altro nipote, quello più grande. "Scusa, non volevo. Nervosetta, eh?". "No, é solo che questo tempo non mi piace. Sa di grandine". Neanche il tempo di finire la frase e sento un rumore di sasso contro il vetro. Grandine, appunto. Cazzo la macchina, cazzo i panni stesi, cazzo la mia piantagione/esperimento sul terrazzo (in realtà sono due vasche con quattro piantine di zucchine+due di pomodori+una di peperoncino+due di zucca, un raccolto andato a male, chissà i veri agricoltori, che tristezza). La pioggia di grandine é andata avanti per parecchi minuti. E io lì a guardare terrorizzata, aspettando non so bene cosa. Un letto di grandine, chicchi non grossissimi ma tanti, tantissimi. Alla fine sembrava fosse nevicato. Ma almeno c'é stata una fine, sì quella della grandinata. Che strano, in un giorno così strano una grandinata così strana. Ma la cosa ancor più strana é successa dopo: il neutro aprendo il regalo ha abbozzato un sorriso. Diavolo di un neutro, é la prima volta che ti vedo un' espressione paciosa su quel faccione, forse la data particolare del tuo compleanno insieme alla grandine ti hanno fatto davvero bene!
E oggi c'é di nuovo il sole, stropicciato ma c'é, c'é, c'é!
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11:42
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martedì, 06 giugno 2006
06.06.06
hanno detto che oggi é il giorno del diavolo
nessuno ha aggiunto che é il compleanno del mio babbo
.....strane coincidenze, uh!
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17:42
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martedì, 06 giugno 2006
Vuoto (a rendere)
"Le emozioni collegate con la percezione di vuoto sono estremamente primitive. Indicano infatti l' assenza di un mondo interiore significativo, la difficoltà a dare un senso alla vita, la mancanza di slancio, di interesse, di desiderio. Ricordano gli stati d' animo tipici dei primi mesi di vita, che tuttavia nel neonato sano si alternano a momenti di benessere, di piacere, di interesse, favorito dalle stimolazioni che provengono dall' ambiente esterno. Con la crescita, poco per volta, il bambino tende a riempire questo vuoto iniziale: la sua interiorità da deserto si trasforma in spazio interiore, abitato da volti cari. Tale esperienza infantile può però ripresentarsi anche in età adulta: o perché indotta da fenomeni particolari o perché la persona benché cresciuta, ha conservato residui dell' infanzia o non ha completato il proprio processo di maturazione psicologica. Nel primo caso ci troviamo di fronte a situazioni create da fattori esterni quali l' assenza di stimolazione. Le sensazioni di vuoto, tipiche di una persona immatura, provengono dalla situazione interna. Sentimenti quali l' apatia (assenza di passione) o la noia. Esse esprimono sempre un' assenza: assenza di gioia, di interesse, di amore, di volontà, di agire, di senso e perfino di piacere. Parlano di un mondo interno poco organizzato, popolato di fantasmi, incapace di suscitare sentimenti positivi. Un mondo che si "sveglia" solo se sollecitato da sensazioni intense, dirompenti e desiderate in quanto percepite come le uniche capaci di rimandare alla persona la percezione di essere ancora in vita. L' alternativa infatti é il gelo, il vuoto, l' assenza. L' essere umano é cercatore per natura. Deprivato di questa sua caratteristica essenziale, non riuscirà mai a trovare la gioia di vivere. Quando invece, fin dalla prima infanzia, tutti i desideri sono accolti e soddisfatti, quando viene a mancare lo stimolo che, creando una situazione di frustrazione e mancanza, fa nascere non solo un ulteriore desiderio, ma anche la volontà di realizzarlo, ogni aspirazione umana, scompare. Ecco allora la piattezza, il vuoto di giornate spente, che riescono ad accendersi solo con il sensazionale, lo straordinario, spesso manifestato nella ricerca di piacere o come espressione di aggressività. Antidoto al vuoto quindi non é una vita più tranquilla bensì un' esistenza più faticosa, ma anche con maggior slancio e mordente, una vita almeno un po' degna di essere considerata tale."
Anna Bissi
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lunedì, 05 giugno 2006
senza stimoli
é un lento suicidio:
DEVO cambiare lavoro!
(o testa)
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13:31
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domenica, 04 giugno 2006
Descrivere l' amicizia senza cadere nei luoghi comuni é difficile. In un rapporto d' amicizia ci vogliono gli stessi ingredienti di un rapporto d' amore: comunicazione, sincerità, feeling, complicità, sentimento, affetto, etc. Luoghi comuni, appunto. Ma che c'é di male a cadere nei luoghi comuni? Se son comuni é perché tanta gente la pensa così, perché dovremmo diversificarci a tutti i costi? Perché trovare parole o pensieri diversi solo per fare l' eccezione? Amicizia, bella parola, grande parola, intensa, avvolgente, fondamentale. Fondamentale? Per chi? Conosco persone che dicono di bastare a loro stesse a tal punto da non aver bisogno di amici. Forse sono persone che nella vita hanno accumulato notevoli legnate dagli affetti e quindi per difesa credono di pensarla così ma non é vero. O magari é proprio così, ci si può bastare? Può bastare un rapporto d' amore e quindi pensare ad un amico solo ed esclusivamente nelle vesti del proprio partner? Perché abbiamo bisogno di amici? Per la regola che l' uomo é un animale socievole? Tante volte non é più facile aprirsi con degli sconosciuti così da non sentirsi giudicati? Ma da un amico ci si può sentire giudicati? Se sì, si può parlare ugualmente di amicizia? A me capita solo con la fatidica frase "oh, ma che fine hai fatto, perché non ti fai mai sentire?". Ho chiuso parecchi rapporti d' "amicizia" a causa di questa frase. Non la sopporto, é più forte di me. Come, io ti telefono perché ho voglia di sentirti e tu invece di chiedermi come sto mi accusi di non chiamarti mai? Non lo accetto. Ho bisogno di sentirmi libera di chiamarti quando voglio, senza regole. Non voglio sentirti solo perché sto male e ho bisogno di un amico o di una spalla sulla quale piangere. Voglio sentirti perché ho il desiderio di farlo, a prescindere da tutto il resto. Non ho firmato un contratto. E tu dovresti fare altrettanto. Sono troppo dura, lo so. E ho pensato anche che se fosse vera amicizia passerei sopra a quella frase. Non si può chiudere con un amico solo per una frase sbagliata. Vero ma tant'é.....difficile sbarazzarsi della rigidità!
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giovedì, 01 giugno 2006
Caserta: era completamente sconosciuta al fisco pur possedendo, sul litorale domizio, nella zona di Castelvolturno, ben 41 appartamenti tutti dati in affitto 'in nero'.
La 'nullatenente', almeno per il fisco, una casalinga di Castelvolturno, e' stata individuata dalla Guardia di Finanza di Mondragone, nell'ambito dei normali servizi di contrasto al fenomeno delle locazioni immobiliari irregolari, assai diffuso non solo a Castelvolturno ma anche nei comuni limitrofi, anche per la presenza massiccia di immigrati extracomunitari.
La donna, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, ha omesso di dichiarare redditi di fabbricati per circa 500 mila euro ed ha evaso imposte indirette, (ICI, Registro e Bollo) per ulteriori 100 mila euro, dovra' ora pagare al fisco, ai fini del recupero a tassazione, redditi imponibili di fabbricati per circa 643 mila euro ed imposte evase per 123 mila euro.
Morale della favola: la signora ci ha provato, é stata a mio avviso furba e coraggiosa ma diciamocelo, anche tanto sfortunata. Le é andata male e così dovrà vendere 10 dei suoi appartamenti per annullare i suoi debiti con lo stato, però le rimarranno sempre gli altri 31 (da regolarizzare) . Poverina, mi fa un po' pena!
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15:30
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