E mi ritrovo a
lavare dei calzini eternamente spaiati, portare fuori un cane sempre più pigro, lavorare più delle ore possibili e fattibili, mettere fuori la rumenta differenziata nei giorni sbagliati o dover inseguire il camioncino passato tre secondi prima della mia uscita da casa, perdere i giorni del calendario, dimenticare i pantaloni in lavanderia, cercare di imparare a memoria il Macbeth dormendo con il libro stampato sulla faccia. Faccio del mio meglio, sapendo perfettamente di non essere la migliore delle "desperate housewives". Insomma, come tante, come tutte, faccio convivere tra loro lavoro, casa, famiglia. E sin qui tutto nella norma. Dall' altra parte della barricata c'é il mio compagno che, anziché aiutarmi rema contro. Il suo disordine regna sovrano avendo per alleati il suo lavoro e la sua superficialità domestica. In parole povere sono diventata una "scontata"! E sin qui tutto nella norma. Accetto e rispetto tantissimo il suo lavoro che lo porta a lavorare quando il resto del mondo fa festa, che lo porta a rientrare a casa alle tre di notte e ad alzarsi alle nove del mattino ogni santo giorno sabato e domenica compresi nel prezzo. Ci vediamo poco ma il nostro rapporto é più che mai saldo e completo. Capisco e condivido la sua stanchezza e i suoi pensieri, le sue ansie e le sue preoccupazioni, i suoi malumori e i suoi acciacchi, la sua mancanza di tempo per la sua/nostra vita. Non sono una santa ma una donna e quindi ogni tanto, ultimamente spesso, ci metto anche del mio con la conseguenza che io stessa divento un suo pensiero, una sua stanchezza, una sua ansia, una sua preoccupazione, un suo malumore e un suo acciacco. Vorrei avere un pochino più di tempo e spazio all' interno della sua vita ma pare per ora impossibile e allora attendo. Spacco le palle in maniera inverosimile come solo le donne sanno fare e poi riattendo. Ingoio e conto fino a dieci comunque poi sbotto e il risultato non cambia. E sin qui tutto nella norma. Le vacanze estive sono durate sette giorni a causa del suo lavoro. Natale l' ho passato da sola e capodanno idem sempre a causa del suo lavoro. E sin qui tutto nella norma. Del resto me lo sono scelto io questo "dannato" uomo e chi é causa del suo mal pianga se stesso! .............Ma la norma va a puttane quando il giorno di Natale non trovo un pensiero sotto l' albero e vengo a sapere dal diretto interessato che Babbo Natale non ha avuto tempo per il mio regalo! Tempo? Tempo? Tempo? Conto sino a dieci e penso a quanto tempo ci vuole per andare da un fiorista per una stella di natale o da un cartolaio per un biglietto di auguri. Penso a quanti fioristi incontra il mio Babbo Natale nel tragitto che lo porta da casa al lavoro e ritorno: totale fioristi numero sei!!!!! Poi realizzo che sotto l' albero di Natale in casa sosta il regalo della mamma del mio Babbo Natale da ben venti giorni e per quello il tempo l' ha trovato! Riconto sino a dieci pensando che é il giorno di Natale e che siamo tutti più buoni e che non ha senso litigare con il mio Babbo Natale proprio in quel giorno. E allora rimando e attendo. Attendo un segnale, un "perdonami amore, non é che mi sono dimenticato di te o che non ti amo abbastanza, non ti ho fatto un pensiero perché.........". Insomma, quei blablabla/minchiate che a noi donne fanno piacere, che ci infinocchiano per benino e ci rimettono in pace con il mondo. Il nulla. Non un regalo, non una scusa. Lui mi conosce da anni, sa perfettamente che sono di "vecchio stampo", che adoro ancora il Natale, che adoro le cose prive di significato materiale , un peluche, un biglietto di auguri, un paio di calzini antiscivolo, mi accontento di poco. E invece niente. E' vero che non é una persona "regalosa", questo lo so da me; é vero che non sa mai cosa comprare, che é impacciato ma uno si deve anche disciulare! Probabilmente nella sua mente bacata ha pensato che non avessi bisogno di nulla, del resto é così ma io avevo bisogno di un pensiero, ecco. E allora mi ritrovo a mettere in discussione quanto questo uomo mi conosce, quanto sa cosa desidero veramente e quanto ho bisogno di sentirmi, almeno qualche volta, valorizzata e tenuta in considerazione. Non mi aspetto lodi o complimenti ma avrò bisogno anche io ogni tanto di sentirmi amata e gratificata? E' vero che i regali non dimostrano nulla, che le cose son ben altre, ma non raccontiamoci palle, eccetto i regali fatti per convenienza o per dovere, quanto fa piacere ricevere e fare regali? Oltretutto in una relazione dove il tempo per stare insieme é veramente poco e le dimostrazioni d' affetto sono ridotte all' osso per motivi lavorativi!
Si può partire da un mancato regalo di Natale per mettere in discussione un rapporto sentimentale? Può un regalo essere così importante e significativo senza nascondere altri problemi? Mi sto chiedendo questo e non ne vengo a capo, porca paletta! Perché io amo questo uomo ma ho delle "esigenze" che non collimano con le sue! Sono io troppo "esigente" o lui troppo "distratto"? Chi può dirlo!
strimpellato da 88tasti | alle ore 13:04







