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Utente: 88tasti
socializzo meglio con gli animali a quattro zampe ma ultimamente mi sto impegnando anche con quelli a due: datemi tempo, non é così facile...nel frattempo lasciatemi suonare i miei pensieri...
88 Tasti

"Ora tu pensa:
un pianoforte.
I tasti iniziano.
I tasti finiscono.
Tu sai che sono 88,
su questo nessuno
può fregarti.
Non sono infiniti, loro.
Tu sei infinito,
e dentro quei tasti
è infinita la musica
che puoi fare.
Loro sono 88.
Tu sei infinito.
Questo a me piace.
Questo lo si può vivere."

Oggi
Spartiti
E l' uomo incontrò il cane (Lorenz)
Concerto per piano e Orchestra n. 3 Op. 30 (Rachmaninov)
Non ti muovere (Mazzantini)
Insieme, e basta (Gavalda)
Le quattro stagioni (Vivaldi)
La bottega del pianoforte (Carhart)
La boutique del mistero (Buzzati)
Il codice dell' anima (Hillman)
I monologhi della vagina (Ensler)
Novecento (Baricco)
The Legend of the Pianist on the Ocean (Morricone)
Rhapsody in Blue (Gershwin)
C'é qualcosa che sbava sotto il letto (Calvin and Hobbes)
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venerdì, 04 agosto 2006

é la mia volta?

Lo dico sottovoce per non farmi sentire troppo da chi potrebbe guastare le mie pause. Lo dico sussurato, così da non destare sorprese troppo dure. Lo dico obliquamente affinché ci metta più tempo ad arrivare alle orecchie della sfiga. Lo dico in punta di piedi così da scattare via il più velocemente possibile. Lo dico in ginocchio così da scongiurare il destino. Lo dico con le borse sotto gli occhi così da far pena alla stanchezza.

 Lo dico accasciata, proprio come il mio caro zio girasole si é appoggiato allo zio pino.

Lo dico incrociando le dita e basta:

é arrivato il mio turno!

strimpellato da 88tasti | alle ore 14:46

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brano suonato in: riflessioni sottovoce
mercoledì, 28 giugno 2006

Ieri sera ho deciso che non voglio più vederti, almeno per un po'. Ieri sera sono venuta al nostro incontro settimanale e mentre raggiungevo il solito locale mi chiedevo cosa diavolo venivo a fare se non ti sopporto più. Stamattina ho visitato il blog di Phantom e mi sono ritrovata a rispondergli sull' amicizia e sulla tolleranza, blablabla in cui credo, ma quanto é facile rispondere ad una persona che vive la tua stessa situazione e quanto é difficile viverla e affrontarla in prima persona seguendo principi, regole, sentimenti e buona educazione. Mi spiace rinunciare agli incontri e alle altre del gruppo ma complici la stanchezza e il caldo afoso, non ti reggo più. Non sono più disposta a passar sopra alla tua arroganza e alla tua rigidità, non sono più disposta a trovarmi in mezzo ad un litigio tutte le volte che usciamo solo perché non ti piace il posto che ti hanno assegnato a teatro, o perché al cinema il tizio dietro ha le gambe lunghe e tocca la tua poltroncina, o perché non ti portano l' ordinazione in cinque secondi. Non sono più disposta a fare queste figure di merda a causa tua. Non ti va bene nulla. Non sopporto più il tuo continuo criticare e il tuo commentare i comportamenti degli atri. Non ammetti sbagli, nè da te stessa nè dagli altri con la grande differenza che se sei tu a sbagliare non chiedi scusa nemmeno alla tua coscienza, mentre se sbagliano gli altri ti incazzi. Camminando sulle uova, solo una volta mi sono permessa di dirti che sei una iena, hai colto in quelle tre parole la densità della mia opinione condite dal mio tono per niente sarcastico e sei scoppiata in lacrime. Ho toccato un nervo scoperto e non sai che male per me vederti piangere ma il mondo é pieno di nervi scoperti e non sono solo tuoi. Sono anni che ti giustifico credendo nella tua bontà d' animo, sapendo che sei una brava persona e che se qualcuno ha bisogno ti fai in quattro per aiutarlo. Ora però non mi basta più. Ieri sera ti osservavo mentre spendevi e spandevi consigli a destra e a manca su come doveva comportarsi quella persona e su come doveva rispondere l' altra. I consigli vanno bene soprattutto se qualcuno te li chiede ma é il tuo tono che peggiora di giorno in giorno. Tu non consigli più, tu ordini, possibile che non te ne renda conto? Questa tua intolleranza e rigidità non ti possono più garantire l' immunità dalle sofferenze della vita, io lo so bene e anche tu lo sai bene e quella tua fragilità che ti appartiene come appartiene a tutti noi, vergognosamente celata per paura , é bene che esca allo scoperto perché nonostante sappiamo entrambe esserci non può continuare ad essere camuffata dalla rabbia. Prima ti collocavo tra le zitelle acide e invidiose ora che il destino ti ha messo di fianco un uomo delizioso e dolcissimo non capisco proprio il tuo comportamento. Se lui e le altre del gruppo riescono ancora a sopportare (verbo orripilante!) il tuo modo di fare, io ne ho pieni i santissimi. Qualcuno dice che esagero, che in realtà non sei così. Quella persona continua a giustificarti con la generosità e con la mancanza di presa di posizione che spesso la contraddistingono e accetto ma non posso più comprendere te, non ce la faccio più quindi perdonami se per un po' resterò fuori dal giro, lo faccio per me.

strimpellato da 88tasti | alle ore 16:38

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venerdì, 16 giugno 2006

Sono fisicamente tornata ma mentalmente sono troppo occupata per scrivere sul blog o per fare qualsiasi altra cosa che non sia ripassare la parte dello spettacolo. Sono agitata e preoccupata. Non ricordo nulla e spero di non andare in palla entrando in scena e vedendo il pubblico in teatro. Dovrei forse farmi un "cicchettino" o prendere del lexotan per rilassarmi prima di salire sul palco ma la paura di perdere il controllo (sempre lui!) mi impedisce l' assunzione di  ogni tipo di "droga".  Meglio così. Meglio sentire l' emozione e l' adrenalina. Meglio vivere l' ansia da prestazione e rischiare il panico da debutto.

Tanta merda a me!

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:01

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mercoledì, 07 giugno 2006

Milano, 06.06.06 ore 20.06

Il sole che ci stava donando uno strepitoso tramonto rosarosso é stato coperto da arroganti nuvole grigio scuro, in un istante. Il vento trionfante sembrava dirmi "hai visto perché oggi avevi mal di testa? sono arrivato e tu lo sapevi, mi hai sentito da lontano" e io lì a guardare fuori, con il naso appoggiato al finestrino dell' auto parcheggiata davanti casa dei miei genitori. E' successo tutto in un attimo, come ogni temporale che si rispetti. In casa sono stata accolta dai miei nipoti. La più piccola mi ha messo subito al corrente della data, del giorno del diavolo, del compleanno del nonno, della cena e della fine del mondo. Che sciocchezza. "Sì zia, l' hanno detto anche alla tv (disney channel), oggi é la fine del mondo!" Ho lanciato il sacchetto con il regalo del neutro e mi sono fiondata alla finestra. Era quasi buio là fuori. Tempo da lupi e un brivido lungo la schiena. "Accidenti, non posso mica farmi suggestionare dalle parole di una bimbetta! Fine del mondo, che assurdità!". Eppure continuavo ad avere una sensazione strana, avevo paura. "E se davvero questo cambio istantaneo di tempo e di temperatura fosse il presagio di fine, di desolazione, di catastrofe, di morte?". Neanche il tempo di sbarazzarmi di quell' inutile pensiero che da dietro sento un "ah, sei qui, ciao!". A momenti mi viente un infarto. "Accidenti, ma é il modo di spaventarmi?". Era l' altro nipote, quello più grande. "Scusa, non volevo. Nervosetta, eh?".  "No, é solo che questo tempo non mi piace. Sa di grandine". Neanche il tempo di finire la frase e sento un rumore di sasso contro il vetro. Grandine, appunto. Cazzo la macchina, cazzo i panni stesi, cazzo la mia piantagione/esperimento sul terrazzo (in realtà sono due vasche con quattro piantine di zucchine+due di pomodori+una di peperoncino+due di zucca, un raccolto andato a male, chissà i veri agricoltori, che tristezza). La pioggia di grandine é andata avanti per parecchi minuti. E io lì a guardare terrorizzata, aspettando non so bene cosa. Un letto di grandine, chicchi non grossissimi ma tanti, tantissimi. Alla fine sembrava fosse nevicato. Ma almeno c'é stata una fine, sì quella della grandinata. Che strano, in un giorno così strano una grandinata così strana. Ma la cosa ancor più strana é successa dopo: il neutro aprendo il regalo ha abbozzato un sorriso. Diavolo di un neutro, é la prima volta che ti vedo un' espressione paciosa su quel faccione, forse la data particolare del tuo compleanno insieme alla grandine ti hanno fatto davvero bene! 

E oggi c'é di nuovo il sole, stropicciato ma c'é, c'é, c'é!

strimpellato da 88tasti | alle ore 11:42

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domenica, 04 giugno 2006

Descrivere l' amicizia senza cadere nei luoghi comuni é difficile. In un rapporto d' amicizia ci vogliono gli stessi ingredienti di un rapporto d' amore: comunicazione, sincerità, feeling, complicità, sentimento, affetto, etc. Luoghi comuni, appunto. Ma che c'é di male a cadere nei luoghi comuni? Se son comuni é perché tanta gente la pensa così, perché dovremmo diversificarci a tutti i costi? Perché trovare parole o pensieri diversi solo per fare l' eccezione? Amicizia, bella parola, grande parola, intensa, avvolgente, fondamentale. Fondamentale? Per chi? Conosco persone che dicono di bastare a loro stesse a tal punto da non aver bisogno di amici. Forse sono persone che nella vita hanno accumulato notevoli legnate dagli affetti e quindi per difesa credono di pensarla così ma non é vero. O magari é proprio così, ci si può bastare? Può bastare un rapporto d' amore e quindi pensare ad un amico solo ed esclusivamente nelle vesti del proprio partner? Perché abbiamo bisogno di amici? Per la regola che l' uomo é un animale socievole? Tante volte non é più facile aprirsi con degli sconosciuti così da non sentirsi giudicati? Ma da un amico ci si può sentire giudicati? Se sì, si può parlare ugualmente di amicizia? A me capita solo con la fatidica frase "oh, ma che fine hai fatto, perché non ti fai mai sentire?". Ho chiuso parecchi rapporti d' "amicizia" a causa di questa frase. Non la sopporto, é più forte di me. Come, io ti telefono perché ho voglia di sentirti e tu invece di chiedermi come sto mi accusi di non chiamarti mai? Non lo accetto. Ho bisogno di sentirmi libera di chiamarti quando voglio, senza regole. Non voglio sentirti solo perché sto male e ho bisogno di un amico o di una spalla sulla quale piangere. Voglio sentirti perché ho il desiderio di farlo, a prescindere da tutto il resto. Non ho firmato un contratto. E tu dovresti fare altrettanto. Sono troppo dura, lo so. E ho pensato anche che se fosse vera amicizia passerei sopra a quella frase. Non si può chiudere con un amico solo per una frase sbagliata. Vero ma tant'é.....difficile sbarazzarsi della rigidità!

strimpellato da 88tasti | alle ore 17:50

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martedì, 30 maggio 2006

La mia anima

strimpellato da 88tasti | alle ore 19:19

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lunedì, 29 maggio 2006

"La crescita è nella lotta alle abitudini di ciascuno di noi, proprio quelle abitudini così radicate da non essere quasi coscienti".

......strategie di crescita? 

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 15:40

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giovedì, 25 maggio 2006

"Mamma, mamma, mi compri un pianoforte?" - "Un pianoforte? Per farci cosa?" - "Ma per suonarlo, mamma!" - "Sei troppo piccola e poi é un investimento che non possiamo permetterci, pensa a qualcosa d' altro" - "Va bene mammina, allora un cavallo, vero però!" 

Alla fine mia madre, stanca dei continui strattonamenti alla gonna come solo i bambini sanno fare, noleggiò il mio primo pianoforte. Era uno Steinway verticale, il colosso e la bambina. Mia madre ricorda ancora guando entrarono in casa i due trasportatori. Pensavano che il pianoforte fosse per un adulto e quando capirono che invece era per me, mi guardarono con aria contrariata pensando alle nefandezze compiute dai bambini sulle tastiere, ma era "un prezzo da pagare per l' iniziazione". Avevo solo cinque anni quando iniziai le mie prime lezioni di solfeggio. Una noia mortale ma già allora la mia testardaggine mi portò ad alzare lo sgabello al massimo e a mettere le piccole dita sulla tastiera. Ricordo ancora la mia prima insegnante, quella con la bacchetta. Ogni tasto sbagliato, ogni nota stonata, ogni posizione errata del polso, era una bacchettata sulle mani. E quando invece il problema era la memoria (ne ho sempre avuta pochissima) la bacchettata arrivata dritta sulla testa. Non ricordo il dolore, ma il gesto: elegante ma deciso, proprio come lei. Che riposi in pace. E comunque tra una scala e l' altra, tra una botta e l' altra, tra un problema di adolescenza e l' altro, tra un saggio mancato  per paura e l' altro, tra un "Ave Maria" di Schubert suonata ai matrimoni in chiesa e l' altro, tra la mia poca pazienza e la voglia di imparare, tra la mia testardaggine e gli impegni di scuola, sono giunta al traguardo del diploma. Uno a zero, punto per 88, evviva! Palla al centro e ora che si fa? Ma si inizia ad insegnare, ovvio. Ovvio? Ci ho provato e devo dire che la cosa mi piaceva anche. Guardavo quei bambini sullo sgabello con le gambe a ciondoloni e rivedevo me. Che tenerezza. Alcuni svogliati, comunque normale a quell' età, spinti solo dal desiderio dei propri genitori.Altri più motivati o forse solo più grandicelli. E mi chiedevo allora cosa diavolo mi avesse spinto a volere a tutti i costi un pianoforte. Ancora oggi non ho la risposta. E mi nascondo dietro a un semplice ma efficace "ci sono cose che non devono avere per forza una spiegazione". E poi? Poi arrivò il buio.....

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:09

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domenica, 14 maggio 2006

Sì, adoro le pause. Fanno la differenza,loro. Nei silenzi di un discorso ci stanno tante parole da poter cogliere. Le pause dal lavoro sono le occasioni migliori per riposare mente e corpo e poter richiamare a sè l' energia necessaria. Pausa è contemplazione. Pausa é ascoltare. Pausa é rispetto per sé stessi (e un po' anche per gli altri). Pausa per un caffé che ristora e il palato fa la ola. Pausa é mettersi in standby senza spegnersi completamente.  Pausa é salvezza. Pausa é meditazione ma non é necessariamente silenzio. Pausa é respiro. Pausa é un fermoimmagine. Le pause di un brano poi, quelle fanno la vera differenza: possiamo suonare tutti lo stesso spartito con la stessa tecnica sulla medesima tastiera  (anche quella della vita come dice Baricco) ma lasciarsi trasportare dal sentimento e dall' emozione vuol dire rispettare le pause a nostro piacimento, vederle, leggerle, sentirle e farle nostre. Ecco, le pause vanno sentite altrimenti rimane solo rumore. 

strimpellato da 88tasti | alle ore 18:30

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lunedì, 08 maggio 2006

non c'é titolo che tenga

Vi meritate tutti una risposta perché accidenti, siete veramente in gamba e qui la posta in gioco é veramente alta, si parla della mia vita!

segnali del corpo---->attacchi di panico--->tosse---->confusione--->evasione--->troppo controllo---->assenza di controllo---->rimettermi a posto--->giusto equilibrio---->conoscersi---->fiducia---->periodo di assestamento---->abitudine---->......

Insomma, ho preso in prestito alcune vostre considerazioni e intendo ampliarne il concetto, magari non qui ma in sede più apportuna: la mia coscienza.

La mia vita non é stata sregolata, mai. Magari lo fosse stata. Nel profilo di Senzaspine leggo "sono stato tante cose nella mia vita: bravo ragazzo, figlio ideale, fidanzato ideale, amico ideale, studente ideale.......oggi ho 33 anni e voglio essere solo me stesso!". Porca paletta, quanta verità dietro a quattro righe. Potrebbe essere il mio profilo con l' aggiunta di qualche momento (che poi é diventato quotidianità) di ribellione. Ho sempre seguito le regole senza sapere cosa veramente fossero e cosa veramente volevo. E così ci sono andate di mezzo le mie emozioni. Sì perché ad un certo punto della mia vita...il nulla. Non provavo più niente. Non sentivo e tutto mi scivolava addosso. Poi il botto. Non tutti i guai vengono per nuocere e la mia relazione con il mio ormai ex mi ha dato nuovi spunti per dire il mio "mavaffanculo" (non solo a lui ma a tutto il mondo). Tutti dovrebbero avere un bum nella loro vita. Se arriva al momento giusto ti cambia la vita. La mia l' ha cambiata. Mi sono rinchiusa ancora di più per poi riesplodere in mille pezzi di puzzle che poi con pazienza certosina ho dovuto rimettere insieme. Avevo fame, una dannata fame di vita. Ho urlato a chiare lettere che cazzo, c'ero anche io e che mi spettava di diritto un ruolo in questo mondo. Questo é il mio ingurgitare: riappropriarmi di me stessa, delle mie emozioni, del mio cuore, della mia essenza. Niente cose folli, solo la quotidianità di sempre vista da un' altra angolazione. Non è stato facile, qui mi bastano forse cinque righe per descrivere un affare di anni. Così dopo aver sottoscritto il contratto più importante della mia vita, ho iniziato a vivere solo di emozioni. Ma quelle non ti danno da mangiare (in tutti i sensi), così ecco che si presenta il giusto equilibrio. La ragione e il sentimento. Il calcolo e l' istinto. I sogni e i piedi per terra.  Devo fare i conti con il giusto equilibrio, é lui che gestisce ogni cosa ma fa a botte con la perfezione, da me tanto ambita prima del bum e che comunque rimane seppellita come un morto qui da qualche parte.  Non so quante persone si siano trovate in questa situazione che dovrebbe forse esplodere nel periodo adolescenziale. Non importa se il mio bum é arrivato all' alba dei trenta e rotti, l' importante é che sia arrivato perché sarebbe stato peggio vivere tutta la vita alla ricerca della perfezione e all' insegna della razionalità senza rendersi conto della scoperta, delle altre vie, del mondo della vita, di quanto anche una semplice farfalla ti possa rasserenare per cinque minuti, di quanto sia assurdo mettersi la canottiera sotto il vestito anche in estate solo perché mamma te l' ha insegnato e tu continui a farlo, di quanto sia invalidante non metterti a piangere solo perché tuo padre ti ha insegnato che solo i deboli lo fanno e tu devi essere forte, di quanto sarebbe stato devastante per il mio futuro figlio avere una madre senza la cognizione dell' importanza delle emozioni, che gli avrebbe insegnato solo perfezione e  controllo.....

Lacrimuccia e via!

Libertà - Dipinto del maestro Giuliano Giuggioli 

Grazie a chi ha avuto la bonpietà di leggere e di comprendere, se non tutto almeno qualcosina di questa esternazione confusionale.


strimpellato da 88tasti | alle ore 12:20

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giovedì, 04 maggio 2006

Le mille espressioni (del cuore)

Ho un gran mal di testa. Ho una forte tosse, secca e fastidiosa. Colpi di tosse decisi (almeno loro!) che non sono frutto di qualche virus influenzale o di capelli bagnati lasciati asciugare tra l' aria corrente delle finistre aperte. Non é neanche frutto di un mal di gola stagionale, no il "male" sta un po' più in giù, o un po' più in su......C&C: Cuore e Cervello.  Cerco di ascoltare bene il mio corpo, mi invia dei segnali inequivocabili. Una volta erano gli attacchi di panico che mi scuotevano per farmi capire che qualcosa non andava; mi limitavano la vita per farmi capire quanto la mia mente fosse limitata. Ora c'é la tosse. Domani magari un callo al dito mignolo del piede. Chissà. E allora resto in ascolto, tesa come una sentinella. Ma so già che non é una cosa sola, sono tante tutte insieme e l' esplosione del sintomo non é altro che il pienone fatto: ho ingurgitato troppa vita tutta insieme, mi sono lasciata vivere dagli eventi senza coscienza effettiva. No, così non va, devo correre ai ripari. Cosa c'é che non va? Devo fare i conti con me stessa e  "due più due non torna quattro mai" ......sincronicità, Anna?  Ho iniziato a vivere da qualche anno. Sto imparando ad amare. Sono uscita dal guscio e dal rancore. Ho iniziato a volermi bene, a conoscermi, a rispettarmi, ma non é ancora abbastanza.  Cosa c'é che non va, ora?

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:36

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mercoledì, 03 maggio 2006

Shopping (estremo)

Era una domenica pomeriggio come tante altre. Il cielo era coperto e un sole stropicciato faceva capolino in rari istanti. Dovevo andare "per funghi" nella più classica ma autorevole (in quanto suggerita da Lampo) gita fuori porta. Purtroppo il tempo non prometteva niente di buono così ho optato per una domenica casalinga. Dopo aver riepito lavatrici, spolverato soprammobili, stirato montagne, spazzato pianure e sistemato un mare di cianfrusaglie (non vivo in un castello ma il plurale rende meglio la figura della vivace colf superfiga) mi sono fermata ad osservare la mia minuscola cabina armadio detta anche "il bugigattolo". Tempo fa fui messa sotto tortura a pane e acqua con l' ultimatum "o me o i vestiti!" da un uomo molto tollerante che però non sapeva effettivamente dove posizionare i suoi quattro stracci.  Fu allora che decisi di sfoltire il guardaroba. Mi costò parecchio, mi costò in termini affettivi. Tutto ciò che c'era lì dentro era frutto di vent' anni di duro lavoro e di risparmi ben organizzati. Purtroppo non buttando via nulla (compreso abiti di due taglie meno rispetto ad ora nella speranza di poterci rientrare, oh!), é ovvio che i ripiani straripino e i cassetti debordino. Ebbene, osservando da vicino il mio bugigattolo mi sono accorta di quanto fosse spoglio come un albero in autunno. Avevo esagerato con la potatura. Mi é venuto un senso di tristezza infinita, poi, osservando meglio e vedendo qualche spazietto ancora libero, si é dipindo sul mio grugno quel sorrisino sadico e beffardo e una strana sensazione si é impossessata di me: avevo prurito alle mani, la bavetta agli angoli della bocca e gli occhi spalancati. L' impulso si faceva sempre più forte sino a sfociare in un moto di pazzia. Ho messo le scarpe da ginnastica (per comodità, of course), ho preso il mio compagno per la collottola e il mio cane per il braccio, ehm no, il contrario credo o qualcosa del genere e via di corsa tutti e tre fuori casa. Avevo bisogno di altre foglie per il mio albero. Mentre salivamo in auto lui chiede se prima di questo raptus e prima di scaraventarli (lui+cane) nel primo centro commerciale aperto avevo fatto training autogeno e tenuto in considerazione i tre unici punti del "Manuale delle Giovani Marmotte per uno shopping intelligente" che tutte le donne del mondo devono conoscere e ripassare prima di buttarsi nelle spese folli.

1) Chiediti se ti serve veramente qualcosa in particolare o stai solo cercando qualcosa da acquistare.

 Non me ne frega una cippa, passiamo alla due.

2) Non precipitarti a comprare, prima ragiona. Fai un giro per negozi, osserva, torna a casa e fai la lista di ciò che hai visto e pensa a cosa ti può essere veramente utile tenendo in considerazione anche il rapporto qualità/numeropezzi/prezzo.

Tutto! Ho bisogno di tutto! Eh no, non tornerò a casa a mani vuote!

3) Stabilisci un budget massimo.

Questa é l'unica regola da tenere in considerazione perché ne va del mio futuro ....di coppia e soprattutto perché dopo "il danno" vengo presa dai rimorsi di coscienza che possono distruggere sia il ricordo della bella giornata di shopping che la mia autostima, tzé!

Ecco, ho letto il Vangelo. Ora possiamo andare. Destinazione? Outlet di Serravalle Scrivia, yeah! Chi non c'é stato non può capire quanta soddisfazione regna in quel villaggio dello shopping estremo! Ti riempie il cuore e ti senti felice nonostante i tre km. di coda al casello di Serravalle e i venti minuti trascorsi a girare stile trottola per il megaparcheggio in cerca di un misero buco per l' auto (aimé con il tempo così instabile prendere la moto era da pazzi e poi non ci sarebbero stati tutti i miei acquisti!). Appena entrati nel girone del purgatorio, decido che con un buon gelato in mano la "pena" poteva risultare più dolce e così mi avvio per le strade del villaggio come una bimbetta con il suo cono con i rigagnoli di cioccolato sulla mano e gli occhi "barluccichenti" di speranza e gioia (mentre i miei due facchini si trascinavano dietro di me). Alle ore 20.00 chiusura dei negozi e diciamo pure che il centro l' ho chiuso io in quanto mi hanno lasciato le chiavi dopo avermi eletto cittadina onoraria, peccato che l' outlet non abbia bisogno di chiusura in quanto all' aperto ma con strade private rigorosamente pedonali: sembra proprio un piccolo paese e al calar della sera una città fantasma, stile far west con tanto di saloon e cowboys.

Tornando a me sono stata bravissima, son tornata con solo due maglie (Liu Jo) e qualche trucchetto (Pupa).  Stanchi e stravolti (più loro due che la sottoscritta ancora carica di adrenalina) ci siamo fermati da mc donald's e abbiamo completato l' opera del "facciamoci male" per poi stramazzare, a distanza di trenta minuti,  sul primo divano disponibile nonché unico di casa.

Bella giornata, ah sì proprio una bella giornata! Alla prossima.

strimpellato da 88tasti | alle ore 11:55

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mercoledì, 26 aprile 2006

(strane) coincidenze

Sono ormai quattro giorni che mi gira per la testa questa canzone. Anche ieri sera mi sono addormentata cantandomela in silenzio. Questa mattina facendo zapping con la radio ho incrociato l' orginale. Così, oltre lo stupore, ho evitato i litigi con me stessa sulla successione delle frasi. Non credo poi molto alle coincidenze, spesso niente avviene per caso e così ho fatto appello al mio subconscio ma non ho ancora trovato qualcosa che giustifichi il fatto. Forse sto pensado a cose troppo complicate mentre il vero motivo é lì a portata di mano, o magari non c'é proprio, oppure é stato un sogno......

L'EQUILIBRISTA
(Renatozero)

Camminavo su una corda tesa,
L'equilibrio mi aiuta, a vivere,
Due più due non dava, quattro mai,
C'era il caos, nei pensieri miei.
Un bicchiere per dimenticare,
Che morire o vivere, era uguale,
Non riuscivo più, a ritrovare,
La mia strada, la mia direzione.
Povero in danari, ricco in fondo al cuore,
Davo tutto il bene, davo un po’ di me.
Ho speso parole, e invano questo amore,
Per chi come me, costretto a mendicare.
Ed in cambio ho avuto, tanto male.
Io cammino su una corda tesa,
L'equilibrio ormai mi aiuta a vivere,
Due più due non può fare quattro mai,
Torna il caos, nei pensieri miei.
Povero in danari, ricco in fondo al cuore
Davo tutto il bene davo un po’ di me.
Ho speso parole, e invano questo amore,
Per chi come me costretto a mendicare.
Ed in cambio ho avuto, tanto male.
Tanto male.
Tanto male.
L'equilibrista na, na, na.
Troppo male.
Troppo male.
L'equilibrista…..

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:04

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lunedì, 24 aprile 2006

non ho (più) l' età

Tornassi indietro, diciamo ai miei primi vent' anni, non trascurerei il mio corpo così come ho fatto. Posto che la palestra e tutto ciò che le ruota intorno (aerobica, gag, step, body sculpturing, p.f.g., body tone, body pump, life pump e chi più ne ha più ne metta) non mi ha mai stimolato. Posto che le sigarette mi hanno ripagato come l' entrata in vigore dell' euro. Posto che di natura sono pigrissima. Posto che il mio lavoro é sedentario di brutto. Posto che il mio hobby più gradito é stare svaccata sul divano con un libro in mano (non troppo pesante che sennò mi slogo il polso). Posto tutto questo, mi sono comunque fatta tirare in mezzo dalle amiche (sadiche) e mi sono iscritta al seminario di teatrodanza. Sabato e domenica full-immersion dal mattino alla sera. Ammetto di essermi messa alla prova. Ammetto di non aver tenuto conto delle conseguenze. Stamattina non so neanche quanti capelli ho in testa. Non sento più le gambe. La schiena é tutta indolenzita. Non riesco a scrivere con la penna e per scrivere al computer mi tocca appoggiare gli avambracci al tavolo  che non riesco ad alzare le braccia. Mi fanno male i piedi, le caviglie, le ginocchia, sono piena di botte viola prese striciando per terra. Ma questo é il minimo. La cosa atroce é stata vedere chi ha fatto il seminario con me. A parte le mie amiche che, nonostante non abbiano rispetto per il mio ego e quindi la gentilezza di ammettere che anche loro sono distrutte, penso siano sfasciate come me (o meglio mi fa piacere crederlo dato che anche loro hanno una certa età), le altre erano tutte ancora piene di energia!!! Meravigliose ventenni che facevano su e giù, destra sinistra, per terra in piedi, saltavano di qui, zompettavano di là,  il tutto senza il minimo sforzo! Mentre io grondavo sudore da ogni poro e sbavavo come un maiale in calore, loro erano fresche come delle rose. Mentre io respiravo affannata come un maratonera al km. 25456895456, loro facevano la respirazione diaframmatica senza perdere un colpo. Mentre io ero piegata sulle ginocchia e imploravo pietà, loro mi guardavano con aria di pena. Ma io manco a vent' anni ero così, porca paletta! Ma cosa danno da mangiare a 'sti giovani? Cosa gli inculcano in testa per essere così lucidi e ben determinati? Passa il fatto che alcune si sentivano delle dee scese in terra ed é l' età, si sa. Ma sembravano davvero appena uscite da un concorso per miss velina. Ah, ma arriverete anche voi alla mia età, razza di scostumate!

Che rabbia, mi darò all' ippica, alla faccia del mio culone!

strimpellato da 88tasti | alle ore 12:21

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venerdì, 14 aprile 2006

e un' altra settimana é volata (via)

ed è arrivato un altro fine settimana, se vogliamo più impegnativo in quanto é  quello di Pasqua, che come ogni anno sarà all' insegna delle abbuffate, gite fuoriporta, auguri, uova di cioccolato e soprattutto maltempo. Addio sole, oggi ti saluto. Togliere il piumone dal letto? Non ci penso proprio! Ho bisogno di avere i piedini al calduccio e di sentirmi tutt' uno con il letto, stile sandwich, io! Ho bisogno di sentir "sgranocchiare" il piumone all' interno del saccolenzuola, io! Ho bisogno di sentirmi avvolta a salsiccia, io! Ho bisogno di "cacciarmi tutta sotto" come da bambina e di fare "bau-cettete" con me stessa, io! Ho bisogno di svegliarmi al mattino con i piedi fuori dal sacco e di chiedermi sempre come diavolo ho dormito e perché mi sento tutta  "rotta" come un baccalà appena battuto, io! Ho bisogno di sentirmi sprofondare nel morbidume mentre fuori piove da diluvio e di sentirmi protetta e fortunata, io! Ho bisogno di calore, io! Ho bisogno di qualsiasi tipo di calore, io! Motivo sufficiente per tenere il piumone sino a fine maggio, ecco!

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 14:35

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martedì, 11 aprile 2006

Puzzle di (in)coerenza

Dalle discussioni sentite, dalle persone incontrate, dai blog letti emerge non solo il rancore verso l' ormai ex governo ma soprattutto l' astio verso Berlusconi. Alcuni di quelli che hanno votato a sinistra non l' hanno fatto perché non di destra bensì perché contro Berlusconi. Ma non si dovrebbe votare secondo le proprie idee politiche e non contro una persona? Cioé, se io mi sento bene al centrodestra, se ritrovo il mio pensiero in una corrente politica anziché in un' altra non sarebbe più coerente e giusto votare per quella? 

Secondo tizio chi ha votato Fini é un dementebarraignorante perché tanto il voto é andato a Berlusconi (e togliamo sempre l' idea politica che tanto non va più di moda). Secondo caio chi ha votato a destra é un incosciente che non capisce niente (praticamente un coglione, parola che non ha inventato Berlusconi ma con la quale ci sciacquiamo la bocca quotidianamente). Secondo sempronio grazie a Silvio viviamo senza più libertà di pensiero e di parola, praticamente viviamo come degli automi in un paese di merda (licenza poetica). Ora, se metto tutti insieme questi commenti presi qua e là ma di struttura simile, mi pare incoerente parlare di non libertà (di parola, idee, vita, pensieri, politica, sesso, tutto) e poi arrogarsi il diritto di giudicare e insultare chi ha votato diversamente. Le due cose cozzano da morire. Senza parlare di chi si é sentito offeso dal "coglione" di Berlusconi e a sua volta invece dà del "coglione" a chi ha votato "i nemici" (eh sì, ho letto pure questo!). Insomma, io non sono una di quelle persone da "porgi l' altra guancia" o da "Dio perdona,io no", però un briociolino di coerenza ci vorrebbe. E se Prodi fosse un/trentaduesimo di tutte le persone che l' hanno votato pensando SOLO di metterla in quel posto lì a Berlusconi, bhé ragazzi, c'é poco di che andare orgogliosi e altrettanto poco di che essere felici......

Questione di vita, non di politica.

strimpellato da 88tasti | alle ore 15:03

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venerdì, 07 aprile 2006

(l)ode alla rumenta

Oh mio caro dolce amore,  

capisco sempre il tuo dolore  

quando al calar della sera  

devi portar giù la pattumiera!  

Due piani sono tanti,  

soprattutto con gli anni avanti.  

Capisco anche che la tua memoria  

non sia più di grande storia  

e comprendo che la rumenta  

non è un affare di coscienza,  

visto che noi da bravi ragazzi

raccogliamo tutto in differenti spazi.  

Ma vedi, caro dolce amore,  

la vera questione  

non è da ricercare nel tuo vuoto temporale  

bensì nella tua sicurezza  

che qualcun altro adempirà all’ incombenza.  

E non importa se metto il bidone davanti alla porta,  

sempre e comunque dimentichi la raccolta!  

Secondo me sei un po’ birichino  

e io non ci sto più al tuo giochino,  

quindi vedi di farti venire un po’ di memoria  

altrimenti qui finisce la nostra storia.  

Pare un poco esagerato?  

Son d’ accordo e me ne dolgo!

Ma vedi, mio caro dolce amore,  

quel qualcun altro si è stancato 

e la ruffa* oggi ha dimenticato. 

Non ti stupire se quando uscirai  

i bidoni dell’ immondizia non troverai.  

E non cercare la raccolta differenziata  

nello spazio condominiale ad essa dedicata.  

Nella tua auto devi cercare  

se proprio proprio la vuoi trovare.  

So già comunque che non la cercherai  

in quanto anche di quello ti dimenticherai.  

Non importa, mio caro dolce amore,  

tanto il suo odore sentirai,  

forte e magnetico come non mai,  

e allora sì che mi penserai  

e sono certa che questa sera tornerai  

senza la rumenta nei bagagliai.  

In ogni caso d’ ora in poi  

solo queste parole tra di noi:  

 “No ruffa* no party”....  

e son certa questo barattare  

potrà bene funzionare…..  

Oh mio caro dolce amore, 

ci vuole solo tanta pazienza

un pochino di costanza  

un briciolo di coerenza  

e un pizzico di efficienza......

per non patire l’ astinenza!!

  *dal germanico ruff [hurf] = spazzatura in milanese [nda]  

strimpellato da 88tasti | alle ore 12:44

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giovedì, 30 marzo 2006

Le mie giornate passano alla velocità della luce e mi ritrovo ad andare a dormire con la sensazione che la mia giornata sia durata molto meno della realtà indicata dalle lancette. Penso di essere fortunata se penso alle persone che recitano costantemente il "non mi passa più". Ovvio che capita anche a me di lavorare su progetti noiosi che rallentano anche il mio tempo psicologico, ma la maggior parte delle volte come si sul dire, il tempo mi vola.

Ebbene, la sera l' idea di accendere un computer e di collegarmi ad internet non mi sfiora minimamente, per voglia, per stanchezza e per priorità. Invece di giorno, fine settimana esclusi, tra una pausa caffé e l' altra, mi capita di gironzolare nella rete e di leggere altri blog. Non é molto che vivo questa "realtà virtuale" e sinceramente mi pare di spiare dal buco della serratura nelle case altrui. Non é bello. Non é gradevole la sensazione da "grande fratello", ma poi mi dico che proprio come quelli del reality, anche gli utenti blogghi hanno deciso di loro spontanea volontà di farsi vedere, di farsi leggere e allora perché mi devo fare le pippe su una privacy che in questo caso non esiste? E allora ribalto la frittata e cambio angolazione. Qual'é la mia sensazione sapendo che ciò che scrivo potrebbe essere letto da degli sconosciuti? Nessun fastidio, nessun problema.......mi limita e basta. E allora perché cacchio mi sono fatta un blog? Effettivamente mi piace di più leggere gli altri quando riesco a superare la mia legge sulla privacy come del resto nella vita reale preferisco ascoltare gli altri. E come nel reale anche nel virtuale non é facile incontrare persone che ti stimolino una risposta: vuoi perché ciò che scrivono é talmente personale che non mi viene da rispondere, per non rovinare quell' atmosfera intima, vuoi perché quell' utente "a pelle", non mi attrae, comunque su una media di cento blog su quattro ho scritto e ci scrivo volentieri. Chissà, magari é proprio come nella vita di tutti i giorni, proprio come in tutta la mia vita, dove ho incontrato pochissime persone da feeling immediato (e duraturo), persone con le quali ci si sente sintonizzati e in onda o persone con le quali la complicità è arrivata con il tempo. Forse anche qui é così pur non guardandosi negli occhi. Chissà se altri utenti blogghi hanno avuto la mia stessa sensazione entrando qui o in altre case virtuali......

Perché una persona sente l' esigenza di farsi un blog? Quando ero ragazzina esisteva il diario privato e personale fatto di confidenze, pensieri, esperienze, disegnini, slogan, cartoline e fotografie dei cantanti preferiti. Lo si chiudeva con un lucchettino pensando che senza la chiavina nessuno potesse aprirlo mentre invece bastava una limetta per unghie. E ora che siamo adulti cosa é cambiato? Solo il sistema? Il mezzo? Sarà come dicono tanti psicologi che chi scrive su un blog oltre a soffrire di un forte narcisismo ha dei seri problemi di comunicazione sia con se stesso che con il mondo? Siamo davvero tutti psicopatici? Abbiamo davvero tutti quanti paura di esporci e/o una vita privata e sociale che non ci gratifica? Quindi siamo tutti dei frustrati ossessivi? Minchia che goduria! Ma non é così e ne sono certa e allora cos'é?

Fatto sta che mi sono fatta un blog, senza aspettative. Il perché mi é ancora sconosciuto e sinceramente non é così importante scoprirlo, per ora mi basta giustificarmi con l' istinto e la curiosità proprio come da manuale del perfetto leone! E nessun parente, conoscente, amico sa di questa mia vita virtuale per paura che venga qui con la limetta delle unghie. E se qualcuno mi domandasse se ho un blog gli risponderei "io? ma che scherzi?" ..........(continua)

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:58

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brano suonato in: riflessioni sottovoce
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