venerdì, 12 gennaio 2007
E mi ritrovo a
lavare dei calzini eternamente spaiati, portare fuori un cane sempre più pigro, lavorare più delle ore possibili e fattibili, mettere fuori la rumenta differenziata nei giorni sbagliati o dover inseguire il camioncino passato tre secondi prima della mia uscita da casa, perdere i giorni del calendario, dimenticare i pantaloni in lavanderia, cercare di imparare a memoria il Macbeth dormendo con il libro stampato sulla faccia. Faccio del mio meglio, sapendo perfettamente di non essere la migliore delle "desperate housewives". Insomma, come tante, come tutte, faccio convivere tra loro lavoro, casa, famiglia. E sin qui tutto nella norma. Dall' altra parte della barricata c'é il mio compagno che, anziché aiutarmi rema contro. Il suo disordine regna sovrano avendo per alleati il suo lavoro e la sua superficialità domestica. In parole povere sono diventata una "scontata"! E sin qui tutto nella norma. Accetto e rispetto tantissimo il suo lavoro che lo porta a lavorare quando il resto del mondo fa festa, che lo porta a rientrare a casa alle tre di notte e ad alzarsi alle nove del mattino ogni santo giorno sabato e domenica compresi nel prezzo. Ci vediamo poco ma il nostro rapporto é più che mai saldo e completo. Capisco e condivido la sua stanchezza e i suoi pensieri, le sue ansie e le sue preoccupazioni, i suoi malumori e i suoi acciacchi, la sua mancanza di tempo per la sua/nostra vita. Non sono una santa ma una donna e quindi ogni tanto, ultimamente spesso, ci metto anche del mio con la conseguenza che io stessa divento un suo pensiero, una sua stanchezza, una sua ansia, una sua preoccupazione, un suo malumore e un suo acciacco. Vorrei avere un pochino più di tempo e spazio all' interno della sua vita ma pare per ora impossibile e allora attendo. Spacco le palle in maniera inverosimile come solo le donne sanno fare e poi riattendo. Ingoio e conto fino a dieci comunque poi sbotto e il risultato non cambia. E sin qui tutto nella norma. Le vacanze estive sono durate sette giorni a causa del suo lavoro. Natale l' ho passato da sola e capodanno idem sempre a causa del suo lavoro. E sin qui tutto nella norma. Del resto me lo sono scelto io questo "dannato" uomo e chi é causa del suo mal pianga se stesso! .............Ma la norma va a puttane quando il giorno di Natale non trovo un pensiero sotto l' albero e vengo a sapere dal diretto interessato che Babbo Natale non ha avuto tempo per il mio regalo! Tempo? Tempo? Tempo? Conto sino a dieci e penso a quanto tempo ci vuole per andare da un fiorista per una stella di natale o da un cartolaio per un biglietto di auguri. Penso a quanti fioristi incontra il mio Babbo Natale nel tragitto che lo porta da casa al lavoro e ritorno: totale fioristi numero sei!!!!! Poi realizzo che sotto l' albero di Natale in casa sosta il regalo della mamma del mio Babbo Natale da ben venti giorni e per quello il tempo l' ha trovato! Riconto sino a dieci pensando che é il giorno di Natale e che siamo tutti più buoni e che non ha senso litigare con il mio Babbo Natale proprio in quel giorno. E allora rimando e attendo. Attendo un segnale, un "perdonami amore, non é che mi sono dimenticato di te o che non ti amo abbastanza, non ti ho fatto un pensiero perché.........". Insomma, quei blablabla/minchiate che a noi donne fanno piacere, che ci infinocchiano per benino e ci rimettono in pace con il mondo. Il nulla. Non un regalo, non una scusa. Lui mi conosce da anni, sa perfettamente che sono di "vecchio stampo", che adoro ancora il Natale, che adoro le cose prive di significato materiale , un peluche, un biglietto di auguri, un paio di calzini antiscivolo, mi accontento di poco. E invece niente. E' vero che non é una persona "regalosa", questo lo so da me; é vero che non sa mai cosa comprare, che é impacciato ma uno si deve anche disciulare! Probabilmente nella sua mente bacata ha pensato che non avessi bisogno di nulla, del resto é così ma io avevo bisogno di un pensiero, ecco. E allora mi ritrovo a mettere in discussione quanto questo uomo mi conosce, quanto sa cosa desidero veramente e quanto ho bisogno di sentirmi, almeno qualche volta, valorizzata e tenuta in considerazione. Non mi aspetto lodi o complimenti ma avrò bisogno anche io ogni tanto di sentirmi amata e gratificata? E' vero che i regali non dimostrano nulla, che le cose son ben altre, ma non raccontiamoci palle, eccetto i regali fatti per convenienza o per dovere, quanto fa piacere ricevere e fare regali? Oltretutto in una relazione dove il tempo per stare insieme é veramente poco e le dimostrazioni d' affetto sono ridotte all' osso per motivi lavorativi!
Si può partire da un mancato regalo di Natale per mettere in discussione un rapporto sentimentale? Può un regalo essere così importante e significativo senza nascondere altri problemi? Mi sto chiedendo questo e non ne vengo a capo, porca paletta! Perché io amo questo uomo ma ho delle "esigenze" che non collimano con le sue! Sono io troppo "esigente" o lui troppo "distratto"? Chi può dirlo!
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giovedì, 03 agosto 2006
NE-GA-TI-VO
Non solo sono usciti i segnetti che mi hanno disillusa, ma io ci ho anche visto un bel cartello con scritto "riprova sarai più fortunata!", come una sorta di gratta e vinci. E tutto sommato sarebbe anche carino se le case farmaceutiche cambiassero il test di gravidanza, così asettico e obsoleto, in qualcosa di più geniale e simpatico. Una donna vuol sentirsi dire che é incinta in maniera più fantasiosa e gentile, ecchediamine! I test potrebbero essere colorati e le finestrelle a forma di fiore o di cuore e via quei segnetti del piffero, oltre alla vista mettiamoci anche il senso dell' udito: se sei incinta un bel pianto di bambino, se non lo sei una voce suadente che ti dice "dacci dentro, baby!". Vabbé, tanto il mio é negativo, che mi lamento a fare?
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martedì, 11 luglio 2006
...e mentre sono in preda ad una crisi isterica tra fogli, disegni, pc, gente della malora, computi, calcoli, numeri e il famoso due+due che non fa quattro mai, ricevo in ordine:
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una telefonata al fisso da parte della mamma che pensa bene di "disturbare" mentre puccia i piedi in riva al mare
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una telefonata al cellulare da parte della carognosa metà spaparanzata in non si sa quale baretto in quei di Laveno
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una cartolina (esistono ancora, che bello!) da parte della collega in maternità di non so quale posto della Sardegna
Ma dico, non c'é proprio un briciolo di pietà?
Crudeli senza cuore!
Ho voglia di mare, di sole, di pause, di notti mentalmente silenziose, di stacco, di leggerezza, di frivolezza, di piedi nella sabbia, dell' assenza del tempo, dell' assenza di movimento e di blablabla, di una sveglia in panne, di fresco, di temporali improvvisi, di sentire la mia pelle accaldata rabbrividire sotto le gocce dell' acqua fresca, di sterminati campi di girasole, di spazio, di vuoto, di occhi chiusi, di lanterne accese, di lucciole, di fritto misto, di giusto calore, di giusti affanni, di sani sospiri, di silenzio, di pace, di note, di piacevoli sorprese, di stupirmi, di non giustificarmi, di sparire e riapparire.
Ho staccato il numerino e mi sono messa diligentemente in fila, ma arriverà mai il mio turno?
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19:02
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venerdì, 07 luglio 2006
Ho l' adsl, ho l' adsl, ho l' adsl, cippa lippa gné-gné-gné, ho l' adsl!
Mi sento tanto una bambina con il suo nuovo giocattolo! Affascinata da cotanta velocità, sorrido imbesuita al video. Io, amante delle pause, del silenzio, della lentezza interiore, veloce solo per dovere, per professione, per cultura, per ritmi, per sentirmi milanese doc, finalmente mi sono adeguata anche tecnologicamente alla sgarruppata mandria di eterni inseguiti! E allora corri, corri, corri, che nessuno deve riuscire a prenderti! Devo aver fatto pena a qualche impiegato telecom con tutte le mie telefonate, i miei pianti, le mie urla, le mie raccomandate, o forse erano solo stufi di sentirmi. Ad ogni buon conto, la costanza (e anche la pazienza) é la virtù dei forti, ecco.
Ma si può essere tanto scemi e sentirsi felici per l' opportunità di lavorare in maniera più veloce????????
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mercoledì, 05 luglio 2006
Ieri sera, durante la partita della nazionale, mi é tornato in mente il proverbio arabo delle 3 porte. Ieri sera non c'era una sola porta aperta: nessuna verità, nessuna necessità, nessuna gentilezza. Eppure abbiamo goduto tutti in un orgasmo collettivo alla faccia del proverbio e della nazionale tedesca! Mi é venuto in mente anche la risposta di tempodivivere "sembra che le parole e i suoni che emettiamo, rimangano per non so più quanto tempo nello spazio... ecco perchè i marziani non ci vengono a trovare! Con tutto il rumore che facciamo." Durante la fatica della partita di ieri (fatica per i ragazzotti in mutande ma anche per noi spettatori al limite dell' infarto), i commenti ad alta voce per il gioco, le bestemmie per il palo, i "noooooo" per la traversa e gli urli per i goals, per non parlare dei canti impazziti sino a notte fonda (se tanto mi dà tanto chissà quando e se vinceremo la finale!), si sono sprecati. Cosa avranno pensato di noi gli extraterrestri in questo caso? Saranno diventati sordi con il nostro rumore extra? Avranno visto la partita e la nostra nazionale mangiando pizza e spaghetti alieni? Saranno saltati dalla poltrona? Avranno urlato "arbitro cornuto"? E il fischio che ho sentito provenire dalla finestra durante l' inno tedesco era quello di un alieno indispettito che ripagava il pubblico tedesco con la stessa moneta? E i giornali alieni avranno riportato la notizia in prima pagina "dopo una grande partita i parassiti vincono meritatamente mentre i favoriti krauti cadono in lacrime sul loro campo"? Mi piace pensare che gli alieni abbiano tifato Italia!
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16:33
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mercoledì, 28 giugno 2006
Ieri sera ho deciso che non voglio più vederti, almeno per un po'. Ieri sera sono venuta al nostro incontro settimanale e mentre raggiungevo il solito locale mi chiedevo cosa diavolo venivo a fare se non ti sopporto più. Stamattina ho visitato il blog di Phantom e mi sono ritrovata a rispondergli sull' amicizia e sulla tolleranza, blablabla in cui credo, ma quanto é facile rispondere ad una persona che vive la tua stessa situazione e quanto é difficile viverla e affrontarla in prima persona seguendo principi, regole, sentimenti e buona educazione. Mi spiace rinunciare agli incontri e alle altre del gruppo ma complici la stanchezza e il caldo afoso, non ti reggo più. Non sono più disposta a passar sopra alla tua arroganza e alla tua rigidità, non sono più disposta a trovarmi in mezzo ad un litigio tutte le volte che usciamo solo perché non ti piace il posto che ti hanno assegnato a teatro, o perché al cinema il tizio dietro ha le gambe lunghe e tocca la tua poltroncina, o perché non ti portano l' ordinazione in cinque secondi. Non sono più disposta a fare queste figure di merda a causa tua. Non ti va bene nulla. Non sopporto più il tuo continuo criticare e il tuo commentare i comportamenti degli atri. Non ammetti sbagli, nè da te stessa nè dagli altri con la grande differenza che se sei tu a sbagliare non chiedi scusa nemmeno alla tua coscienza, mentre se sbagliano gli altri ti incazzi. Camminando sulle uova, solo una volta mi sono permessa di dirti che sei una iena, hai colto in quelle tre parole la densità della mia opinione condite dal mio tono per niente sarcastico e sei scoppiata in lacrime. Ho toccato un nervo scoperto e non sai che male per me vederti piangere ma il mondo é pieno di nervi scoperti e non sono solo tuoi. Sono anni che ti giustifico credendo nella tua bontà d' animo, sapendo che sei una brava persona e che se qualcuno ha bisogno ti fai in quattro per aiutarlo. Ora però non mi basta più. Ieri sera ti osservavo mentre spendevi e spandevi consigli a destra e a manca su come doveva comportarsi quella persona e su come doveva rispondere l' altra. I consigli vanno bene soprattutto se qualcuno te li chiede ma é il tuo tono che peggiora di giorno in giorno. Tu non consigli più, tu ordini, possibile che non te ne renda conto? Questa tua intolleranza e rigidità non ti possono più garantire l' immunità dalle sofferenze della vita, io lo so bene e anche tu lo sai bene e quella tua fragilità che ti appartiene come appartiene a tutti noi, vergognosamente celata per paura , é bene che esca allo scoperto perché nonostante sappiamo entrambe esserci non può continuare ad essere camuffata dalla rabbia. Prima ti collocavo tra le zitelle acide e invidiose ora che il destino ti ha messo di fianco un uomo delizioso e dolcissimo non capisco proprio il tuo comportamento. Se lui e le altre del gruppo riescono ancora a sopportare (verbo orripilante!) il tuo modo di fare, io ne ho pieni i santissimi. Qualcuno dice che esagero, che in realtà non sei così. Quella persona continua a giustificarti con la generosità e con la mancanza di presa di posizione che spesso la contraddistingono e accetto ma non posso più comprendere te, non ce la faccio più quindi perdonami se per un po' resterò fuori dal giro, lo faccio per me.
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martedì, 06 giugno 2006
06.06.06
hanno detto che oggi é il giorno del diavolo
nessuno ha aggiunto che é il compleanno del mio babbo
.....strane coincidenze, uh!
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17:42
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lunedì, 05 giugno 2006
senza stimoli
é un lento suicidio:
DEVO cambiare lavoro!
(o testa)
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13:31
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martedì, 30 maggio 2006
pensieri sparsi al vento
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spero che gli alberi che vedo dalla finestra, ripiegati su loro stessi, non si spezzino: sarebbe una rivincita della natura sulla natura
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mi auguro vivamente che le mie mutande stese non siano volate via altrimenti dovrò andare a raccattarle dai vicini
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ho una voglia tremenda di far volare un aquilone
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spero che le nuvole laggiù non siano cariche di pioggia
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mi piacerebbe che questo vento portasse via i brutti pensieri, mi pulisse l' anima e spolverasse le emozioni assopite
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sarebbe bello se questo sole mi illuminasse di immenso e di ineffabili sentimenti
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vorrei essere su di una mongolfiera e sentirmi libera di volare

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lunedì, 22 maggio 2006
...e dacci oggi le nostre incazzature quotidiane
Oggi va così. Oggi sono incazzata. Non ho dormito abbastanza. La sveglia ha avvertito ma la sottoscritta l' ha prontamente fatta tacere senza rendersi conto del danno. Ad un tratto la mente ha reagito e ha capito che forse era tardi: mi ha fatto spalancare gli occhi e con uno scatto felino ero già in piedi, lavata e stirata. Ho rischiato (di nuovo) l' osso del collo su quella maledetta scala a chiocciola. Non ho fatto colazione che per me é fondamentale. Arrivata in ufficio sono stata accolta calorosamente da commenti sulle mie occhiaie. Il mio appuntamento telefonico con mamma telecom ha confermato l' ennesima presa per il culo. Sono anni che lotto per avere l' adsl in ufficio e anche questa volta mi hanno risposto picche: il servizio non é presente nella zona (e siamo a Milano non in un paesino sperduto tra le montagne!). Quindi, per la gioia dei miei cari, continuerò a lavorare la sera da casa (dove ho l' adsl). Ho sonno. Ho fame. Non ho voglia di lavorare. E' lunedi ed é solo mezzogiorno e come dice una vecchia saggezza popolare: "Il buongiorno si vede dal mattino, é la giornata di merda che ti coglie alla sprovvista!"
Buongiorno a tutti i blogghisti!
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12:34
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sabato, 13 maggio 2006
"Io come un albero nudo senza te senza foglie e radici ormai abbandonata così..." E un altro giorno con la Pausini in casa. E' il terzo e non ne posso più. Solo che gli altri due giorni me la sono cuccata solo nell' ora di pausa pranzo e cena. Oggi invece che non lavoro e sono a casa, me la cucco dalle dieci....ed é quasi l' una. Quasi quasi vado a bussare alla porta e le dico che non ne posso più. Mi spiace che lei abbia dei problemi ma anche io ho i miei eppure non rompo le palle al mio prossimo con la stessa canzone a tutte le ore del giorno (almeno la notte si dorme). "Per rinascere mi servi qui non c'é una cosa che non ricordi noi in questa casa perduta ormai". E allora cambia casa per la gioia del condominio! Eh sì, mi sa che si sono lasciati. E io ormai conosco la canzone a memoria. Che culo! La persona in questione é la mia vicina di casa. Una bellissima ragazza di trent' anni. Ha la faccia visibilmente provata e gli occhi di una tristezza infinita e "mentre la neve va giù è quasi Natale e tu non ci sei più " peccato che siamo quasi in estate e il testo non ci azzecca per niente! Mi spiace per lei ma non ne posso più, mi sembra di avere la Pausini in concerto in mezzo al mio salotto. Almeno mettesse un' altra canzone e invece no "e mi manchi amore mio tu mi manchi come quando cerco Dio e in assenza di te io ti vorrei per dirti che tu mi manchi amore mio ". Perché quando ci si sente soli e abbandonati ci si rifugia dietro a queste canzoncine? Perché ci si deve fare ancor più del male? Non si può piangere e disperarsi ascoltando qualcosa di più allegro e vivace? Ma no, facciamoci ancora più male e intoniamo tutti insieme "il dolore è forte come un lungo addio e l'assenza di te è un vuoto dentro me perchè di noi è rimasta l'anima". Ma alla sua età non dovrebbe ascoltare qualcosa di diverso? Già, ma cosa? La Whitney? La Streisand? Quasi quasi vado a consigliarla. Busso, entro e senza salutarla mi dirigo di corsa ai suoi cd. Anzi, prima rispolvero i miei, cerco quello giusto e glielo porto di là. Ecco. Aiuto. Pronti che si ricomincia "ogni piega, ogni pagina se chiudo gli occhi sei qui che mi abbracci di nuovo così e vedo noi stretti dentro noi legati per non slegarsi mai in ogni lacrima tu sarai per non dimenticarti mai". Poverina, sta proprio messa male. Sì, ma io che c'entro? E dai 88 fai la brava. Ma non ce la faccio più! (e già il fatto stesso che mi domando e mi rispondo denota il mio stress). Che le posso consigliare? Qui ci vuole una bella canzone dolce e strappalacrime che si possa ascoltare per ore e ore e che non sia la Pausini! Se un' anima gentile passando di qua volesse darmi un consiglio le sarò eternamente grata!!! Intanto tutto il condominio, complice e pietoso, é alla finestra con striscioni e accendini sventolanti (é anche una questione di solidarietà, ci siamo passati tutti)......"e mi manchi amore mio così tanto che ogni giorno muoio anchi'io ho bisogno di te di averti qui per dirti che tu mi manchi amore mio".......
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13:22
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mercoledì, 10 maggio 2006
.....e zac ! (via tutto)
Chissà perché quando una donna vuole rivoluzionare la propria vita la prima cosa che cambia é la pettinatura. I capelli per una donna sono tutto. Vengono prima delle unghie, delle diete, delle scarpe. Una donna rinnova prima i capelli del guardaroba. Cambiare il look della testa é come cambiare ciò che la testa contiene. E io ci pensavo da qualche giorno ma evitavo accuratamente di dar seguito al mio istinto. I miei capelli, roba da Niccolò Fabi "...non voglio più chiedere scusa se sulla testa porto questa specie di medusa o foresta non è soltanto un segno di protesta ma è un rifugio per gli insetti un nido per gli uccelli che si amano tranquilli fra i miei pensieri e il cielo sono la parte di me che mi somiglia di più". Già, la parte che mi somigliaVA di più. Tanti, ricci, crespi, grossi, lunghi. Tante volte mi sono sentita dire frasi del tipo "sei venuta in moto senza casco?" oppure "ti é esplosa una bomba in testa!" oppure "hai messo le dita dentro una spina?". Sì perché io non ho cura dei miei capelli. In casa non ho né spazzola né pettine. Al mattino una bella ravanata con le mani dentro la chioma e via. Ma ero stanca di quei capelli. Stanca della loro pesantezza. Stanca di quello che rappresentavano. Stamattina c'é stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi sono guardata allo specchio di casa e mi sono trovata imbruttita. Dopo un' ora ero seduta davanti ad un altro specchio, quello del parrucchiere, e gli pronunciavo la parolina magica "taglia!". Lui, il mio parrucchiere di fiducia, mi ha guardato basito e con un tronfio "sei sicura?" (tutti i parrucchieri adorano tagliare, dare sfogo alla loro creatività) ha brancato le forbici prima che cambiassi idea. Alla prima sforbiciata si é lasciato sfuggire "chissà cosa dirà tua madre!". Già, la mamma. Lei che sperava che la sua bambina di sposasse con i capelli lunghi e una bella acconciatura. Eh mamu, né matrimonio né capelli lunghi. Che figlia ingrata, né! Vedevo le mie ciocche cadere per terra e con loro anche pezzi della mia vita. La ragazzina che di solito mi lisciava la chioma ha prontamente scopato via il cespuglio per evitare che mi mettessi a piangere rivedendolo lì per terra senza vita....sigh. Momento di commozione.....Passato (in tutti i sensi).
Risultato? Ottimo direi. Ci devo fare l' abitudine ma neanche a farlo apposta la mia testa somiglia molto alla sua:

Lei é Annette Bening, io no. Però ora abbiamo in comune lo stesso taglio di capelli!
Uh! Mi sento più leggera, in tutti i sensi!!!!
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mercoledì, 03 maggio 2006
Shopping (estremo)
Era una domenica pomeriggio come tante altre. Il cielo era coperto e un sole stropicciato faceva capolino in rari istanti. Dovevo andare "per funghi" nella più classica ma autorevole (in quanto suggerita da Lampo) gita fuori porta. Purtroppo il tempo non prometteva niente di buono così ho optato per una domenica casalinga. Dopo aver riepito lavatrici, spolverato soprammobili, stirato montagne, spazzato pianure e sistemato un mare di cianfrusaglie (non vivo in un castello ma il plurale rende meglio la figura della vivace colf superfiga) mi sono fermata ad osservare la mia minuscola cabina armadio detta anche "il bugigattolo". Tempo fa fui messa sotto tortura a pane e acqua con l' ultimatum "o me o i vestiti!" da un uomo molto tollerante che però non sapeva effettivamente dove posizionare i suoi quattro stracci. Fu allora che decisi di sfoltire il guardaroba. Mi costò parecchio, mi costò in termini affettivi. Tutto ciò che c'era lì dentro era frutto di vent' anni di duro lavoro e di risparmi ben organizzati. Purtroppo non buttando via nulla (compreso abiti di due taglie meno rispetto ad ora nella speranza di poterci rientrare, oh!), é ovvio che i ripiani straripino e i cassetti debordino. Ebbene, osservando da vicino il mio bugigattolo mi sono accorta di quanto fosse spoglio come un albero in autunno. Avevo esagerato con la potatura. Mi é venuto un senso di tristezza infinita, poi, osservando meglio e vedendo qualche spazietto ancora libero, si é dipindo sul mio grugno quel sorrisino sadico e beffardo e una strana sensazione si é impossessata di me: avevo prurito alle mani, la bavetta agli angoli della bocca e gli occhi spalancati. L' impulso si faceva sempre più forte sino a sfociare in un moto di pazzia. Ho messo le scarpe da ginnastica (per comodità, of course), ho preso il mio compagno per la collottola e il mio cane per il braccio, ehm no, il contrario credo o qualcosa del genere e via di corsa tutti e tre fuori casa. Avevo bisogno di altre foglie per il mio albero. Mentre salivamo in auto lui chiede se prima di questo raptus e prima di scaraventarli (lui+cane) nel primo centro commerciale aperto avevo fatto training autogeno e tenuto in considerazione i tre unici punti del "Manuale delle Giovani Marmotte per uno shopping intelligente" che tutte le donne del mondo devono conoscere e ripassare prima di buttarsi nelle spese folli.
1) Chiediti se ti serve veramente qualcosa in particolare o stai solo cercando qualcosa da acquistare.
Non me ne frega una cippa, passiamo alla due.
2) Non precipitarti a comprare, prima ragiona. Fai un giro per negozi, osserva, torna a casa e fai la lista di ciò che hai visto e pensa a cosa ti può essere veramente utile tenendo in considerazione anche il rapporto qualità/numeropezzi/prezzo.
Tutto! Ho bisogno di tutto! Eh no, non tornerò a casa a mani vuote!
3) Stabilisci un budget massimo.
Questa é l'unica regola da tenere in considerazione perché ne va del mio futuro ....di coppia e soprattutto perché dopo "il danno" vengo presa dai rimorsi di coscienza che possono distruggere sia il ricordo della bella giornata di shopping che la mia autostima, tzé!
Ecco, ho letto il Vangelo. Ora possiamo andare. Destinazione? Outlet di Serravalle Scrivia, yeah! Chi non c'é stato non può capire quanta soddisfazione regna in quel villaggio dello shopping estremo! Ti riempie il cuore e ti senti felice nonostante i tre km. di coda al casello di Serravalle e i venti minuti trascorsi a girare stile trottola per il megaparcheggio in cerca di un misero buco per l' auto (aimé con il tempo così instabile prendere la moto era da pazzi e poi non ci sarebbero stati tutti i miei acquisti!). Appena entrati nel girone del purgatorio, decido che con un buon gelato in mano la "pena" poteva risultare più dolce e così mi avvio per le strade del villaggio come una bimbetta con il suo cono con i rigagnoli di cioccolato sulla mano e gli occhi "barluccichenti" di speranza e gioia (mentre i miei due facchini si trascinavano dietro di me). Alle ore 20.00 chiusura dei negozi e diciamo pure che il centro l' ho chiuso io in quanto mi hanno lasciato le chiavi dopo avermi eletto cittadina onoraria, peccato che l' outlet non abbia bisogno di chiusura in quanto all' aperto ma con strade private rigorosamente pedonali: sembra proprio un piccolo paese e al calar della sera una città fantasma, stile far west con tanto di saloon e cowboys.
Tornando a me sono stata bravissima, son tornata con solo due maglie (Liu Jo) e qualche trucchetto (Pupa). Stanchi e stravolti (più loro due che la sottoscritta ancora carica di adrenalina) ci siamo fermati da mc donald's e abbiamo completato l' opera del "facciamoci male" per poi stramazzare, a distanza di trenta minuti, sul primo divano disponibile nonché unico di casa.
Bella giornata, ah sì proprio una bella giornata! Alla prossima.
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lunedì, 24 aprile 2006
non ho (più) l' età
Tornassi indietro, diciamo ai miei primi vent' anni, non trascurerei il mio corpo così come ho fatto. Posto che la palestra e tutto ciò che le ruota intorno (aerobica, gag, step, body sculpturing, p.f.g., body tone, body pump, life pump e chi più ne ha più ne metta) non mi ha mai stimolato. Posto che le sigarette mi hanno ripagato come l' entrata in vigore dell' euro. Posto che di natura sono pigrissima. Posto che il mio lavoro é sedentario di brutto. Posto che il mio hobby più gradito é stare svaccata sul divano con un libro in mano (non troppo pesante che sennò mi slogo il polso). Posto tutto questo, mi sono comunque fatta tirare in mezzo dalle amiche (sadiche) e mi sono iscritta al seminario di teatrodanza. Sabato e domenica full-immersion dal mattino alla sera. Ammetto di essermi messa alla prova. Ammetto di non aver tenuto conto delle conseguenze. Stamattina non so neanche quanti capelli ho in testa. Non sento più le gambe. La schiena é tutta indolenzita. Non riesco a scrivere con la penna e per scrivere al computer mi tocca appoggiare gli avambracci al tavolo che non riesco ad alzare le braccia. Mi fanno male i piedi, le caviglie, le ginocchia, sono piena di botte viola prese striciando per terra. Ma questo é il minimo. La cosa atroce é stata vedere chi ha fatto il seminario con me. A parte le mie amiche che, nonostante non abbiano rispetto per il mio ego e quindi la gentilezza di ammettere che anche loro sono distrutte, penso siano sfasciate come me (o meglio mi fa piacere crederlo dato che anche loro hanno una certa età), le altre erano tutte ancora piene di energia!!! Meravigliose ventenni che facevano su e giù, destra sinistra, per terra in piedi, saltavano di qui, zompettavano di là, il tutto senza il minimo sforzo! Mentre io grondavo sudore da ogni poro e sbavavo come un maiale in calore, loro erano fresche come delle rose. Mentre io respiravo affannata come un maratonera al km. 25456895456, loro facevano la respirazione diaframmatica senza perdere un colpo. Mentre io ero piegata sulle ginocchia e imploravo pietà, loro mi guardavano con aria di pena. Ma io manco a vent' anni ero così, porca paletta! Ma cosa danno da mangiare a 'sti giovani? Cosa gli inculcano in testa per essere così lucidi e ben determinati? Passa il fatto che alcune si sentivano delle dee scese in terra ed é l' età, si sa. Ma sembravano davvero appena uscite da un concorso per miss velina. Ah, ma arriverete anche voi alla mia età, razza di scostumate!
Che rabbia, mi darò all' ippica, alla faccia del mio culone!

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12:21
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venerdì, 21 aprile 2006
“Con le mani sbucci le cipolleeeee”
Alla classica and evergreen domanda “qual’è la prima cosa che guardi in un uomo” molte donne rispondono gli occhi, alcune il sedere, altre come me le mani. Ho una passione per le mani. Non è solo una questione estetica, se sono ben curate oppure con le unghie sbocconcellate sino all’ osso. Non è una questione lavorativa, se sono mani da impiegato piuttosto che da agricoltore. No, è di più. Non sono solo gli occhi ad essere lo specchio dell’ anima. Le mani, seppur in maniera minore rivelano la propria personalità. Capita spesso per lavoro, di stringere mani sconosciute. Ecco, se il malcapitato che mi viene presentato ha una stretta di mano pari ad una robiola avariata si insinua in me la percezione di avere davanti una persona molliccia, senza carattere, una banderuola di cui diffidare. Idem quando la mia mano viene stretta con una forza inaudita che mi si accavallano addirittura le dita e le ginocchia mi fanno “giacomo-giacomo”. Può indicare sì sicurezza (ostentata?) ma non altrettanta affidabilità: da catalogare tra la A di arroganza e la E di esuberanza (e ci metto anche la M di maleducazione, tié!). E poi ci sono le mani sudaticce indice di una forma di disagio che mi mettono a mia volta a disagio e mi inteneriscono. E quelle ruvide e callose (e magari anche un po’ tozze a mo’ di pala) che mi incutono timore e insieme reverenza. Quelle lisce meravigliosamente contornate da delle dita magre e affusolate da svenimento, che la domanda “ma chi è ‘sto fighetto?” lascia il posto all’ affermazione “magari fosse tutto come le sue mani”. E sì perché io le mani le guardo da subito, un rapido sguardo agli occhi per educazione e poi mi soffermo (possibilmente senza dare nell’ occhio) alle mani per passare alla visione completa della persona. Ma guardo anche le mani femminili. Soprattutto quelle con unghie da urlo, quelle che mai hanno una pellicina fuori posto e mai lo smalto sbeccato, quelle stesse unghie appena uscite da un kit fai-da-te french manicure, che io rosico da matti perché non riesco neanche a mettermi la base trasparente, figuriamoci fare quella riga bianca e pure diritta! E in queste circostanze è d’ uopo la domanda di importanza vitale “come diavolo fanno a mantenersi così bene?”. E allora ti viene da pensare che ste donne non muovano veramente un dito dalla mattina alla sera, ma a sentire loro “fanno tutto con la massima semplicità, tranne ovviamente infilare le mani nella candeggina”. Bah. Che rabbia. E poi mi fanno impazzire le donne che hanno la grande dote innata nel gesticolare i loro blablabla; le osservi parlare e se non leggi il labiale ti pare stiano raccontando un’ avventura all’ Indiana Jones o una disgrazia alla Mario Merola. E per attirare l’ attenzione non ti fanno mica pat-pat sulla spalla, ma nooooo quello é da dilettanti, loro ti fanno pic-pic col dito indice sul braccio, che ti fa venire un nervoso……fortuna vuole che sia una mossa prettamente milanese. E degli uomini da manicure, ne vogliamo parlare? No dai che mi fanno sorridere, sì perché a me l’ uomo, almeno in questo, piace rozzo e non a caso il mio compagno è un cuoco con l’ inclinazione (e la passione) per scottature e tagli: le sue mani sembrano due cimiteri di pappabuona. E le mie? Descrivibili in una parola: larghe! E sì, sono dotata di una buona ampiezza di una ottava e un toc (frutto di svariati anni strimpellosi), con unghie corte (che sennò mi si incastrano ovunque) e rigorosamente senza smalto che non c’ ho tempo e costanza. Insomma queste benedette mani, grandi capacità comunicative e rivelatrici di menzogne….chissà quanti riconoscono l' importanza di questi due potenti mezzi?
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11:11
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martedì, 18 aprile 2006
prova
prova prova prova uno due tre
vorrei scrivere qualcosa di intelligente ma oggi non riesco proprio a far funzionare la mente
in più questo bloggo é ostile e selvaggio manco fosse arrivato il mese di maggio
questa é la dimostrazione più che lampante di quanto io dalla tecnologia sia distante (e parecchio ignorante)
completamente opposte e differenti cozzeranno sempre le nostre due menti
per quanto mi sforzi di stare al passo coi tempi non dirò addio ai miei giovamenti
le penne trovo sempre più espressive e le orecchie al foglio molto più decorative!

strimpellato da 88tasti | alle ore
18:19
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venerdì, 07 aprile 2006
(l)ode alla rumenta
Oh mio caro dolce amore,
capisco sempre il tuo dolore
quando al calar della sera
devi portar giù la pattumiera!
Due piani sono tanti,
soprattutto con gli anni avanti.
Capisco anche che la tua memoria
non sia più di grande storia
e comprendo che la rumenta
non è un affare di coscienza,
visto che noi da bravi ragazzi
raccogliamo tutto in differenti spazi.
Ma vedi, caro dolce amore,
la vera questione
non è da ricercare nel tuo vuoto temporale
bensì nella tua sicurezza
che qualcun altro adempirà all’ incombenza.
E non importa se metto il bidone davanti alla porta,
sempre e comunque dimentichi la raccolta!
Secondo me sei un po’ birichino
e io non ci sto più al tuo giochino,
quindi vedi di farti venire un po’ di memoria
altrimenti qui finisce la nostra storia.
Pare un poco esagerato?
Son d’ accordo e me ne dolgo!
Ma vedi, mio caro dolce amore,
quel qualcun altro si è stancato
e la ruffa* oggi ha dimenticato.
Non ti stupire se quando uscirai
i bidoni dell’ immondizia non troverai.
E non cercare la raccolta differenziata
nello spazio condominiale ad essa dedicata.
Nella tua auto devi cercare
se proprio proprio la vuoi trovare.
So già comunque che non la cercherai
in quanto anche di quello ti dimenticherai.
Non importa, mio caro dolce amore,
tanto il suo odore sentirai,
forte e magnetico come non mai,
e allora sì che mi penserai
e sono certa che questa sera tornerai
senza la rumenta nei bagagliai.
In ogni caso d’ ora in poi
solo queste parole tra di noi:
“No ruffa* no party”....
e son certa questo barattare
potrà bene funzionare…..
Oh mio caro dolce amore,
ci vuole solo tanta pazienza
un pochino di costanza
un briciolo di coerenza
e un pizzico di efficienza......
per non patire l’ astinenza!!
*dal germanico ruff [hurf] = spazzatura in milanese [nda]
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12:44
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mercoledì, 15 marzo 2006
e svegliarsi con il canto degli uccellini (che ho già e mi rompono clamorosamente le palle)
e svegliarsi con il profumo di erba appena tagliata e l' odore di letame (che fa bene ai polmoni più delle mie sigarette)
e stare su di una sedia a dondolo a gustarsi l' alba (con una tazza di caffé bollente in mano)
e sentire il silenzio (che parla più di tante parole)
e guardare l' orizzonte fatto di verde (prati), giallo (girasoli), arancione (tramonto)
e non avere orari (se non quelli per dare da mangiare a maiali, cani e cavalli)
e amarsi sotto il porticato (avvinghiati come il gelsomino alle travi sentendo l' estate di Vivaldi in sottofondo)
e zappare la terra (senza doversi curare delle unghie e dei tacchi)
e vagare nella nebbia (per Pascoli nasconde cose lontane, per Hesse nasconde solitudine, per 88tasti vedere solo ciò che si vuole vedere)
e ritrovarsi in un campo di grano nel' oscurità squarciata solo da tenerissime lucciole (per splendere hanno bisogno delle tenebre)
insomma, é da un po' che ci penso: voglio andare a vivere in campagna!

oggi va così!
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18:56
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