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Utente: 88tasti
socializzo meglio con gli animali a quattro zampe ma ultimamente mi sto impegnando anche con quelli a due: datemi tempo, non é così facile...nel frattempo lasciatemi suonare i miei pensieri...
88 Tasti

"Ora tu pensa:
un pianoforte.
I tasti iniziano.
I tasti finiscono.
Tu sai che sono 88,
su questo nessuno
può fregarti.
Non sono infiniti, loro.
Tu sei infinito,
e dentro quei tasti
è infinita la musica
che puoi fare.
Loro sono 88.
Tu sei infinito.
Questo a me piace.
Questo lo si può vivere."

Oggi
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E l' uomo incontrò il cane (Lorenz)
Concerto per piano e Orchestra n. 3 Op. 30 (Rachmaninov)
Non ti muovere (Mazzantini)
Insieme, e basta (Gavalda)
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La bottega del pianoforte (Carhart)
La boutique del mistero (Buzzati)
Il codice dell' anima (Hillman)
I monologhi della vagina (Ensler)
Novecento (Baricco)
The Legend of the Pianist on the Ocean (Morricone)
Rhapsody in Blue (Gershwin)
C'é qualcosa che sbava sotto il letto (Calvin and Hobbes)
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lunedì, 24 luglio 2006

Consiglio

Mi piace leggere, é la mia passione più grande da quando la musica ha preso il secondo posto. Vado a periodi e devo dire che negli ultimi mesi mi sono brillantemente drogata di libri sulla psicologia e sulla psicoanalisi. Ora ho voglia di cambiare genere e vi chiedo: in base alle tre caratteristiche riportate qui sotto, cosa mi consigliereste di leggere?

1) deve essere un romanzo

2) possibilmente di uno scrittore italiano ma non é indispensabile

3) deve far bene al cuore, emozionare ma non eccedere nello stile harmony

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 15:49

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brano suonato in: varieandeventuali
mercoledì, 05 luglio 2006

Ieri sera, durante la partita della nazionale, mi é tornato in mente il proverbio arabo delle 3 porte. Ieri sera non c'era una sola porta aperta: nessuna verità, nessuna necessità, nessuna gentilezza. Eppure abbiamo goduto tutti in un orgasmo collettivo alla faccia del proverbio e della nazionale tedesca!  Mi é venuto in mente anche la risposta di tempodivivere "sembra che le parole e i suoni che emettiamo, rimangano per non so più quanto tempo nello spazio... ecco perchè i marziani non ci vengono a trovare! Con tutto il rumore che facciamo." Durante la fatica della partita di ieri (fatica per i ragazzotti in mutande ma anche per noi spettatori al limite dell' infarto), i commenti ad alta voce per il gioco, le bestemmie per il palo, i "noooooo" per la traversa e gli urli per i goals, per non parlare dei canti impazziti sino a notte fonda (se tanto mi dà tanto chissà quando e se vinceremo la finale!), si sono sprecati. Cosa avranno pensato di noi gli extraterrestri in questo caso? Saranno diventati sordi con il nostro rumore extra? Avranno visto la partita e la nostra nazionale mangiando pizza e spaghetti alieni? Saranno saltati dalla poltrona? Avranno urlato "arbitro cornuto"? E il fischio che ho sentito provenire dalla finestra durante l' inno tedesco era quello di un alieno indispettito che ripagava il pubblico tedesco con la stessa moneta? E i giornali alieni avranno riportato la notizia in prima pagina "dopo una grande partita i parassiti vincono meritatamente mentre i favoriti krauti cadono in lacrime sul loro campo"? Mi piace pensare che gli alieni abbiano tifato Italia! 

strimpellato da 88tasti | alle ore 16:33

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lunedì, 05 giugno 2006

senza stimoli

é un lento suicidio: 

DEVO cambiare lavoro!

(o testa)

strimpellato da 88tasti | alle ore 13:31

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brano suonato in: sfoghiefollie, varieandeventuali
martedì, 30 maggio 2006

pensieri sparsi al vento

  • spero che gli alberi che vedo dalla finestra, ripiegati su loro stessi, non si spezzino: sarebbe una rivincita della natura sulla natura
  • mi auguro vivamente che le mie mutande stese non siano volate via altrimenti dovrò andare a raccattarle dai vicini
  • ho una voglia tremenda di far volare un aquilone
  • spero che le nuvole laggiù non siano cariche di pioggia
  • mi piacerebbe che questo vento portasse via i brutti pensieri, mi pulisse l' anima e spolverasse le emozioni assopite
  • sarebbe bello se questo sole mi illuminasse di immenso e di ineffabili sentimenti
  • vorrei essere su di una mongolfiera e sentirmi libera di volare

 

strimpellato da 88tasti | alle ore 16:38

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lunedì, 22 maggio 2006

...e dacci oggi le nostre incazzature quotidiane

Oggi va così. Oggi sono incazzata. Non ho dormito abbastanza. La sveglia ha avvertito ma la sottoscritta l' ha prontamente fatta tacere senza rendersi conto del danno. Ad un tratto la mente ha reagito e ha capito che forse era tardi: mi ha fatto spalancare gli occhi e con uno scatto felino ero già in piedi, lavata  e stirata. Ho rischiato (di nuovo) l' osso del collo su quella maledetta scala a chiocciola. Non ho fatto colazione che per me é fondamentale. Arrivata in ufficio sono stata accolta calorosamente da commenti sulle mie occhiaie. Il mio appuntamento telefonico con mamma telecom ha confermato l' ennesima presa per il culo. Sono anni che lotto per avere l' adsl in ufficio e anche questa volta mi hanno risposto picche: il servizio non é presente nella zona (e siamo a Milano non in un paesino sperduto tra le montagne!). Quindi, per la gioia dei miei cari, continuerò a lavorare la sera da casa (dove ho l' adsl). Ho sonno. Ho fame. Non ho voglia di lavorare. E' lunedi ed é solo mezzogiorno e come dice una vecchia saggezza popolare: "Il buongiorno si vede dal mattino, é la giornata di merda che ti coglie alla sprovvista!"

Buongiorno a tutti i blogghisti!

strimpellato da 88tasti | alle ore 12:34

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sabato, 13 maggio 2006

"Io come un albero nudo senza te senza foglie e radici ormai abbandonata così..." E un altro giorno con la Pausini in casa. E' il terzo e non ne posso più. Solo che gli altri due giorni me la sono cuccata solo nell' ora di pausa pranzo e cena. Oggi invece che non lavoro e sono a casa, me la cucco dalle dieci....ed é quasi l' una. Quasi quasi vado a bussare alla porta e le dico che non ne posso più. Mi spiace che lei abbia dei problemi ma anche io ho i miei eppure non rompo le palle al mio prossimo con la stessa canzone a tutte le ore del giorno (almeno la notte si dorme). "Per rinascere mi servi qui non c'é una cosa che non ricordi noi in questa casa perduta ormai". E allora cambia casa per la gioia del condominio! Eh sì, mi sa che si sono lasciati. E io ormai conosco la canzone a memoria. Che culo! La persona in questione é la mia vicina di casa. Una bellissima ragazza di trent' anni. Ha la faccia visibilmente provata e gli occhi di una tristezza infinita e "mentre la neve va giù è quasi Natale e tu non ci sei più " peccato che siamo quasi in estate e il testo non ci azzecca per niente! Mi spiace per lei ma non ne posso più, mi sembra di avere la Pausini in concerto in mezzo al mio salotto. Almeno mettesse un' altra canzone e invece no "e mi manchi amore mio tu mi manchi come quando cerco Dio e in assenza di te io ti vorrei per dirti che tu mi manchi amore mio ". Perché quando ci si sente soli e abbandonati ci si rifugia dietro a queste canzoncine? Perché ci si deve fare ancor più del male? Non si può piangere e disperarsi ascoltando qualcosa di più allegro e vivace? Ma no, facciamoci ancora più  male e intoniamo tutti insieme "il dolore è forte come un lungo addio e l'assenza di te è un vuoto dentro me perchè di noi è rimasta l'anima".  Ma alla sua età non dovrebbe ascoltare qualcosa di diverso? Già, ma cosa? La Whitney? La Streisand? Quasi quasi vado a consigliarla. Busso, entro e senza salutarla mi dirigo di corsa ai suoi cd. Anzi, prima rispolvero i miei, cerco quello giusto e glielo porto di là. Ecco. Aiuto. Pronti che si ricomincia "ogni piega, ogni pagina se chiudo gli occhi sei qui che mi abbracci di nuovo così e vedo noi stretti dentro noi legati per non slegarsi mai in ogni lacrima tu sarai per non dimenticarti mai". Poverina, sta proprio messa male. Sì, ma io che c'entro? E dai 88 fai la brava. Ma non ce la faccio più! (e già il fatto stesso che mi domando e mi rispondo denota il mio stress). Che le posso consigliare? Qui ci vuole una bella canzone dolce e strappalacrime che si possa ascoltare per ore e ore e che non sia la Pausini! Se un' anima gentile passando di qua volesse darmi un consiglio le sarò eternamente grata!!! Intanto tutto il condominio, complice e pietoso, é alla finestra con striscioni e accendini sventolanti (é anche una questione di solidarietà, ci siamo passati tutti)......"e mi manchi amore mio così tanto che ogni giorno muoio anchi'io ho bisogno di te di averti qui per dirti che tu mi manchi amore mio".......




strimpellato da 88tasti | alle ore 13:22

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mercoledì, 03 maggio 2006

Shopping (estremo)

Era una domenica pomeriggio come tante altre. Il cielo era coperto e un sole stropicciato faceva capolino in rari istanti. Dovevo andare "per funghi" nella più classica ma autorevole (in quanto suggerita da Lampo) gita fuori porta. Purtroppo il tempo non prometteva niente di buono così ho optato per una domenica casalinga. Dopo aver riepito lavatrici, spolverato soprammobili, stirato montagne, spazzato pianure e sistemato un mare di cianfrusaglie (non vivo in un castello ma il plurale rende meglio la figura della vivace colf superfiga) mi sono fermata ad osservare la mia minuscola cabina armadio detta anche "il bugigattolo". Tempo fa fui messa sotto tortura a pane e acqua con l' ultimatum "o me o i vestiti!" da un uomo molto tollerante che però non sapeva effettivamente dove posizionare i suoi quattro stracci.  Fu allora che decisi di sfoltire il guardaroba. Mi costò parecchio, mi costò in termini affettivi. Tutto ciò che c'era lì dentro era frutto di vent' anni di duro lavoro e di risparmi ben organizzati. Purtroppo non buttando via nulla (compreso abiti di due taglie meno rispetto ad ora nella speranza di poterci rientrare, oh!), é ovvio che i ripiani straripino e i cassetti debordino. Ebbene, osservando da vicino il mio bugigattolo mi sono accorta di quanto fosse spoglio come un albero in autunno. Avevo esagerato con la potatura. Mi é venuto un senso di tristezza infinita, poi, osservando meglio e vedendo qualche spazietto ancora libero, si é dipindo sul mio grugno quel sorrisino sadico e beffardo e una strana sensazione si é impossessata di me: avevo prurito alle mani, la bavetta agli angoli della bocca e gli occhi spalancati. L' impulso si faceva sempre più forte sino a sfociare in un moto di pazzia. Ho messo le scarpe da ginnastica (per comodità, of course), ho preso il mio compagno per la collottola e il mio cane per il braccio, ehm no, il contrario credo o qualcosa del genere e via di corsa tutti e tre fuori casa. Avevo bisogno di altre foglie per il mio albero. Mentre salivamo in auto lui chiede se prima di questo raptus e prima di scaraventarli (lui+cane) nel primo centro commerciale aperto avevo fatto training autogeno e tenuto in considerazione i tre unici punti del "Manuale delle Giovani Marmotte per uno shopping intelligente" che tutte le donne del mondo devono conoscere e ripassare prima di buttarsi nelle spese folli.

1) Chiediti se ti serve veramente qualcosa in particolare o stai solo cercando qualcosa da acquistare.

 Non me ne frega una cippa, passiamo alla due.

2) Non precipitarti a comprare, prima ragiona. Fai un giro per negozi, osserva, torna a casa e fai la lista di ciò che hai visto e pensa a cosa ti può essere veramente utile tenendo in considerazione anche il rapporto qualità/numeropezzi/prezzo.

Tutto! Ho bisogno di tutto! Eh no, non tornerò a casa a mani vuote!

3) Stabilisci un budget massimo.

Questa é l'unica regola da tenere in considerazione perché ne va del mio futuro ....di coppia e soprattutto perché dopo "il danno" vengo presa dai rimorsi di coscienza che possono distruggere sia il ricordo della bella giornata di shopping che la mia autostima, tzé!

Ecco, ho letto il Vangelo. Ora possiamo andare. Destinazione? Outlet di Serravalle Scrivia, yeah! Chi non c'é stato non può capire quanta soddisfazione regna in quel villaggio dello shopping estremo! Ti riempie il cuore e ti senti felice nonostante i tre km. di coda al casello di Serravalle e i venti minuti trascorsi a girare stile trottola per il megaparcheggio in cerca di un misero buco per l' auto (aimé con il tempo così instabile prendere la moto era da pazzi e poi non ci sarebbero stati tutti i miei acquisti!). Appena entrati nel girone del purgatorio, decido che con un buon gelato in mano la "pena" poteva risultare più dolce e così mi avvio per le strade del villaggio come una bimbetta con il suo cono con i rigagnoli di cioccolato sulla mano e gli occhi "barluccichenti" di speranza e gioia (mentre i miei due facchini si trascinavano dietro di me). Alle ore 20.00 chiusura dei negozi e diciamo pure che il centro l' ho chiuso io in quanto mi hanno lasciato le chiavi dopo avermi eletto cittadina onoraria, peccato che l' outlet non abbia bisogno di chiusura in quanto all' aperto ma con strade private rigorosamente pedonali: sembra proprio un piccolo paese e al calar della sera una città fantasma, stile far west con tanto di saloon e cowboys.

Tornando a me sono stata bravissima, son tornata con solo due maglie (Liu Jo) e qualche trucchetto (Pupa).  Stanchi e stravolti (più loro due che la sottoscritta ancora carica di adrenalina) ci siamo fermati da mc donald's e abbiamo completato l' opera del "facciamoci male" per poi stramazzare, a distanza di trenta minuti,  sul primo divano disponibile nonché unico di casa.

Bella giornata, ah sì proprio una bella giornata! Alla prossima.

strimpellato da 88tasti | alle ore 11:55

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venerdì, 21 aprile 2006

“Con le mani sbucci le cipolleeeee”

Alla classica and evergreen domanda “qual’è la prima cosa che guardi in un uomo” molte donne rispondono gli occhi, alcune il sedere, altre come me le mani. Ho una passione per le mani. Non è solo una questione estetica, se sono ben curate oppure con le unghie sbocconcellate sino all’ osso. Non è una questione lavorativa, se sono mani da impiegato piuttosto che da agricoltore. No, è di più. Non sono solo gli occhi ad essere lo specchio dell’ anima. Le mani, seppur in maniera minore rivelano la propria personalità. Capita spesso per lavoro, di stringere mani sconosciute. Ecco, se il malcapitato che mi viene presentato ha una stretta di mano pari ad una robiola avariata si insinua in me la percezione di avere davanti una persona molliccia, senza carattere, una banderuola di cui diffidare. Idem quando la mia mano viene stretta con una forza inaudita che mi si accavallano addirittura le dita e le ginocchia mi fanno “giacomo-giacomo”. Può indicare sì sicurezza (ostentata?) ma non  altrettanta affidabilità: da catalogare tra la A di arroganza e la E di esuberanza (e ci metto anche la M di maleducazione, tié!).  E poi ci sono le mani sudaticce indice di una forma di disagio che mi mettono a mia volta a disagio e mi inteneriscono. E quelle ruvide e callose (e magari anche un po’ tozze a mo’ di pala) che mi incutono timore e insieme reverenza. Quelle lisce meravigliosamente contornate da delle dita magre e affusolate da svenimento, che la domanda “ma chi è ‘sto fighetto?” lascia il posto all’ affermazione  “magari fosse tutto come le sue mani”. E sì perché io le mani le guardo da subito, un rapido sguardo agli occhi per educazione e poi mi soffermo (possibilmente senza dare nell’ occhio) alle mani per passare alla visione completa della persona. Ma guardo anche le mani femminili. Soprattutto quelle con unghie da urlo, quelle che mai hanno una pellicina fuori posto e mai lo smalto sbeccato, quelle stesse unghie appena uscite da un kit fai-da-te french manicure, che io rosico da matti perché non riesco neanche a mettermi la base trasparente, figuriamoci fare quella riga bianca e pure diritta! E in queste circostanze è d’ uopo la domanda di importanza vitale “come diavolo fanno a mantenersi così bene?”. E allora ti viene da pensare che ste donne non muovano veramente un dito dalla mattina alla sera, ma a sentire loro “fanno tutto con la massima semplicità, tranne ovviamente infilare le mani nella candeggina”. Bah. Che rabbia. E poi mi fanno impazzire le donne che hanno la grande dote innata nel gesticolare i loro blablabla; le osservi parlare e se non leggi il labiale ti pare stiano raccontando un’ avventura all’ Indiana Jones o una disgrazia alla Mario Merola. E  per attirare l’ attenzione non ti fanno mica pat-pat sulla spalla, ma nooooo quello é da dilettanti, loro ti fanno pic-pic col dito indice sul braccio, che ti fa venire un nervoso……fortuna vuole che sia una mossa prettamente milanese. E degli uomini da manicure, ne vogliamo parlare? No dai che mi fanno sorridere, sì perché a me l’ uomo, almeno in questo, piace rozzo e non a caso il mio compagno è un cuoco con l’ inclinazione (e la passione) per scottature e tagli: le sue mani sembrano due cimiteri di pappabuona. E le mie? Descrivibili in una parola: larghe! E sì, sono dotata di una buona ampiezza di una ottava e un toc (frutto di svariati anni strimpellosi), con unghie corte (che sennò mi si incastrano ovunque) e rigorosamente senza smalto che non c’ ho tempo e costanza. Insomma queste benedette mani, grandi capacità comunicative e rivelatrici di menzogne….chissà quanti riconoscono l' importanza di questi due potenti mezzi? 

strimpellato da 88tasti | alle ore 11:11

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venerdì, 07 aprile 2006

(l)ode alla rumenta

Oh mio caro dolce amore,  

capisco sempre il tuo dolore  

quando al calar della sera  

devi portar giù la pattumiera!  

Due piani sono tanti,  

soprattutto con gli anni avanti.  

Capisco anche che la tua memoria  

non sia più di grande storia  

e comprendo che la rumenta  

non è un affare di coscienza,  

visto che noi da bravi ragazzi

raccogliamo tutto in differenti spazi.  

Ma vedi, caro dolce amore,  

la vera questione  

non è da ricercare nel tuo vuoto temporale  

bensì nella tua sicurezza  

che qualcun altro adempirà all’ incombenza.  

E non importa se metto il bidone davanti alla porta,  

sempre e comunque dimentichi la raccolta!  

Secondo me sei un po’ birichino  

e io non ci sto più al tuo giochino,  

quindi vedi di farti venire un po’ di memoria  

altrimenti qui finisce la nostra storia.  

Pare un poco esagerato?  

Son d’ accordo e me ne dolgo!

Ma vedi, mio caro dolce amore,  

quel qualcun altro si è stancato 

e la ruffa* oggi ha dimenticato. 

Non ti stupire se quando uscirai  

i bidoni dell’ immondizia non troverai.  

E non cercare la raccolta differenziata  

nello spazio condominiale ad essa dedicata.  

Nella tua auto devi cercare  

se proprio proprio la vuoi trovare.  

So già comunque che non la cercherai  

in quanto anche di quello ti dimenticherai.  

Non importa, mio caro dolce amore,  

tanto il suo odore sentirai,  

forte e magnetico come non mai,  

e allora sì che mi penserai  

e sono certa che questa sera tornerai  

senza la rumenta nei bagagliai.  

In ogni caso d’ ora in poi  

solo queste parole tra di noi:  

 “No ruffa* no party”....  

e son certa questo barattare  

potrà bene funzionare…..  

Oh mio caro dolce amore, 

ci vuole solo tanta pazienza

un pochino di costanza  

un briciolo di coerenza  

e un pizzico di efficienza......

per non patire l’ astinenza!!

  *dal germanico ruff [hurf] = spazzatura in milanese [nda]  

strimpellato da 88tasti | alle ore 12:44

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venerdì, 31 marzo 2006

Sono a casa. Bloccata dall' ennesimo attacco di cervicale, così mi sono presa la mattinata. Non sono abituata a stare a casa, mi sembra di perdere tempo con tutto quello che ho da fare fuori da qui.....ad essere sincera ne avrei da fare anche qui dentro ma faccio fatica a muovermi e quindi rimando a domani le faccende casalinghe. Sempre sulla scia delle mie domande di ieri mi sono mossa tra i blogghi. Ho parlato con catepol su quanto a volte diamo per scontato le cose che sono costantemente sotto i nostri occhi, sino quasi a non vederle più. Subito dopo mi sono imbattuta in questa foto

e relativo bloggo sui cani nel quale ovviamente mi sono persa data la mia predisposizione all' argomento. Quando ho visto la foto in questione ho subito pensato "cazzarola quanto si somigliano!" Io pensavo che una persona prendesse un cane simile al proprio carattere oltre che alle proprie esigenze....ma magari inconsciamente e quindi senza rendersene conto si sceglie un cane anche per alcune caratteristiche fisiche riconducibili in qualche modo al proprio corpo.

Di scatto mi sono girata e ho guardato la mia ciàciotta......urca, ce l' ho da un anno e mi rendo conto solo ora di quanto ci assomigliamo: i miei colori dei capelli sono uguali ai colori del suo pelo, i miei capelli sono vaporosi e ondulati come il suo pelo, il suo corpo poi...tosto e ossuto come il mio..... e il culoneeee: uguale tranne che per la coda! e il capoccione grosso....per non parlare della sua (nostra) testardaggine, pigrizia, lo sguardo che esprime qualsiasi pensiero e desiderio. Ora basta, mi sa che sto esagerando, colpa della cervicale! Vado a sdraiarmi.

strimpellato da 88tasti | alle ore 11:26

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brano suonato in: varieandeventuali
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